Ecuador: isolati i quartieri di Guayaquil con maggior diffusione del coronavirus

Pubblicato il 15 aprile 2020 alle 10:42 in America Latina Ecuador

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Il comune di Guayaquil, epicentro della pandemia COVID-19 in Ecuador, ha lanciato un piano di assistenza globale per isolare completamente le aree con la maggior parte dei casi di coronavirus e ha stabilito un coprifuoco per 24 ore in quei quartieri. “Queste azioni ci consentiranno di identificare i casi COVID-19 e procedere immediatamente con cure primarie complete, assistendo le persone con problemi respiratori, al fine di fornire loro il più prezioso: ossigeno” – ha affermato Cynthia Viteri, sindaco di Guayaquil.

L’iniziativa ha iniziato a essere implementata nel settore chiamato La Colmena – Cisne 2, un’area densamente popolata nella zona sud-ovest di Guayaquil, con l’intervento in oltre 4000 case dove, secondo le precedenti valutazioni, si trovano un gran numero di persone infettate dal virus.

Con quasi 2,7 milioni di abitanti, Guayaquil, principale città dell’Ecuador, concentra l’83,92% delle infezioni in tre dei suoi quartieri: Tarqui, Ximena e Febres-Cordero, secondo una recente analisi del Ministero della sanità pubblica. Con il maggior tasso di diffusione del virus in rapporto alla popolazione in tutto il continente, Guayaquil è stata ribattezzata “la Wuhan latinoamericana”.

Secondo il piano, il personale del Comune e della Task Force congiunta, creata dal governo di Lenín Moreno per assistere le autorità locali nell’emergenza, esaminerà le persone che presentano sintomi come dolore, febbre e difficoltà respiratorie. Un medico determinerà il tipo di cure richieste. Le persone che necessitano di cure primarie saranno curate e isolate nelle loro case, mentre i pazienti bisognosi di cure avanzate riceveranno ossigeno nei centri sanitari municipali. Nel frattempo, i casi di cure specializzate saranno indirizzati agli ospedali del sistema sanitario pubblico, afferma la dichiarazione del sindaco Vitieri. 

Il personale arriverà nei quartieri con cliniche mobili e ambulanze dei vigili del fuoco dotate di bombole di ossigeno e altre forniture. Inoltre, gli specialisti del programma municipale Más Salud controlleranno le persone con disturbi non correlati a COVID-19 e raccoglieranno dati statistici per stabilire altri tipi di malattie che gli abitanti delle aree intervenute presentano. Allo stesso modo, il consiglio consegnerà prodotti alimentari e per la disinfezione nei quartieri maggiormente colpiti dalla pandemia. Complessivamente, Guayaquil potrebbe avere almeno 100 squadre di pronto intervento in servizio, ha indicato l’ufficio del sindaco.

Il governatorato di Guayas, la provincia dove si trova Guayaquil, ha iniziato un piano di ossigenoterapia mercoledì 15 aprile, con il supporto di una società privata, per i pazienti positivi a COVID-19. Il programma ha già consegnato bombole di ossigeno a 13 ospedali della provincia. In una seconda fase del progetto, si prevede di aprire un rifugio in un palazzetto dello sport nella città di Guayaquil, per convertirlo in un centro completo di ossigenoterapia per pazienti positivi a COVID-19 trattati in regime ambulatoriale.

Il centro sportivo, che è già stato consegnato al Ministero della Salute, avrebbe fino a 100 posti letto disponibili per l’emergenza.

Secondo gli ultimi dati ufficiali, fino a martedì 14 aprile in Ecuador sono stati registrati 7.603 infetti da coronavirus e 369 morti, cui se ne aggiungono altri 436 per cui COVID-19 è indicato come “causa probabile di morte”. Del totale, 5.417 positivi sono nella provincia di Guayas e di questi, 4.077 nel capoluogo, Guayaquil.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

 

di Redazione

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