Sudafrica: Banca Centrale taglia i tassi di interesse di un punto percentuale

Pubblicato il 14 aprile 2020 alle 18:00 in Africa Sudafrica

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La Banca Centrale sudafricana ha ridotto i tassi di interesse di un punto percentuale, portando il tasso di accordi di riacquisto al 4,25%. È quanto annunciato dal governatore della Banca, Lesetja Kganyago, il quale ha altresì affermato che la decisione è stata approvata all’unanime dal comitato di politica monetaria (MPC), e sarà implementata dal 15 aprile.

 È la seconda volta in meno di un mese che la Banca Centrale sudafricana ricorre a tale manovra, dopo che un taglio di 100 punti base era stato già effettuato lo scorso 19 marzo. Al momento, i tassi di interesse del Sudafrica hanno toccato i “minimi storici” e sono danneggiati dai continui tagli alle banche centrali, nel tentativo di compensare il danno economico causato dalla pandemia di coronavirus. Kganyago ha dichiaratoche l’economia del Paese è messa a dura prova e che nell’ultima settimana, le stime di crescita sono calate da -0,2% a -6,1%.

Tale misura è altresì una risposta all’estensione del blocco nazionale fino alla fine del mese corrente, annunciato dal presidente sudafricano, Cyril Ramaphosa, il 12 aprile. Il mattino seguente, il rand ha registrato un calo dello 0,2%, raggiungendo il valore di 18,12 rand per dollaro. Secondo il capo di Capital Economics per i mercati emergenti, William Jackson, la principale preoccupazione della Banca di Pretoria è l’imminente recessione.

 Per evitare tale possibilità, lo scorso 25 marzo la Banca Centrale ha lanciato un programma di acquisto di obbligazioni, come parte delle misure di emergenza per fronteggiare la crisi di liquidità legata al coronavirus. Il mercato obbligazionario del Paese è a corto di acquirenti da febbraio, mentre le vendite giornaliere di debito sovrano hanno regolarmente superato i 4 miliardi di rand. La Banca ha dichiarato che avrebbe acquistato titoli di durata variabile nel mercato secondario, senza fornire ulteriori dettagli. La mossa dovrebbe stimolare l’assorbimento del debito pubblico e rendere più facile per le banche commerciali finanziare le loro operazioni.

Al di là del coronavirus, l’economia del Sudafrica era già in difficoltà da diverso tempo. Da quando è stato eletto, l’8 marzo 2019, Ramaphosa ha promosso riforme significative per ripristinare la stabilità macroeconomica del Paese. Tuttavia, tali politiche non sono state in grado di risolvere alcuni dei problemi strutturali del Paese. Nello specifico, il debito pubblico è rimasto molto alto al 59,9%, e gli oneri per il servizio del debito, quasi il 14% delle entrate, stanno continuando ad appesantire la spesa pubblica. Secondo le statistiche ufficiali di StatisticsSA, pubblicate lo scorso 3 marzo, il Sudafrica è scivolato in recessione negli ultimi tre mesi del 2019, con il PIL che ha subito una contrazione dell’1,4% nel quarto trimestre, e dello 0,8% nel terzo. Gli economisti intervistati da Reuters a inizio 2020 avevano già previsto un calo della crescita per tale trimestre, stimato intorno allo 0,1%, ma la contrazione è stata maggiore di quanto si aspettassero. 

Tuttavia, la Banca Mondiale ha dichiarato che il rischio di recessione nel 2020 è esteso a tutta l’Africa subsahariana. Un rapporto pubblicato il 9 aprile ha reso noto che l’economia della regione si potrebbe contrarre dal 2,1% al 5,1%. Considerando che la crescita nel 2019 è stata del 2,4% e che il coronavirus potrebbe comportare perdite per la produzione tra i 37 e i 79 miliardi di dollari, l’Africa subsahariana rischia seriamente di entrare in recessione.

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Mariela Langone

di Redazione

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