Romania: Iohannis proroga lo stato di emergenza fino al 14 maggio

Pubblicato il 14 aprile 2020 alle 17:27 in Europa Romania

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Il presidente della Romania, Klaus Iohannis, ha annunciato l’estensione dello stato di emergenza nel Paese fino al 14 maggio.  

È quanto rivelato, martedì 14 aprile, da Romania Journal, il quale ha altresì specificato che il Parlamento dovrà ora votare entro cinque giorni la misura annunciata dal Capo di Stato. 

Da parte sua, Iohannis ha dichiarato che i contagi stanno aumentando velocemente nel Paese e, per tale ragione, senza misure di contenimento i casi potrebbero aumentare ancora di più, causando l’affanno delle strutture sanitarie. Ciò, ha sottolineato il presidente della Romania, è ciò che il Paese deve evitare ed è per questo che le scuole rimarranno chiuse e le attività sospese. 

In aggiunta, secondo quanto annunciato, il Governo intensificherà i propri sforzi volti ad assicurare le scorte di cibo, di medicine e servizi pubblici, sui cui prezzi potrà essere imposto un limite massimo predeterminato. 

Il decreto sull’estensione dello stato di emergenza menziona anche la possibilità di licenziare e radiare dall’albo i medici e gli infermieri che si rifiutano di prestare servizio. In aggiunta, in caso di necessità, la direzione delle strutture sanitarie potrà essere affidata al Ministero della Difesa. 

Secondo quanto reso noto dal Romania Journal, i casi di coronavirus accertati in Romania al 14 aprile sono 6.879, di cui 246 rilevati tra il 13 e il 14aprile. Per quanto riguarda le persone che hanno perso la vita dopo la rilevazione del virus, queste risultano essere 351.   

Nel Paese, rivela Al Jazeera English, le chiese sono chiuse e i fedeli possono seguire la funzione soltanto in streaming. In aggiunta, gli anziani di età superiore ai 65 anni possono uscire dalle proprie abitazioni solo tra le 11:00 e le 13:00. L’epicentro della pandemia in Romania si trova presso l’ospedale comunale di Suceava, attualmente in totale isolamento, dove oltre 180 membri del personale sanitario sono stati contagiati a causa della mancanza di dispositivi personali di protezione.    

In aggiunta, lo scorso 10 aprile, il governo di Bucarest ha approvato un decreto che prevede il blocco delle esportazioni di grano verso i Paesi al di fuori dell’Unione Europea per tutta la durata dello stato di emergenza. Annunciando la decisione del proprio esecutivo, il premier, Ludovic Orban, ha dichiarato che la Romania non può permettersi di rimanere senza grano a causa dell’avidità dei produttori, numerosi nel Paese, il quale è il secondo esportatore di grano dell’UE. In particolare, la misura adottata da Orban prevede che il grano potrà essere esportato ai Paesi membri dell’UE, i quali dovranno però impegnarsi a non rivendere a Stati terzi il bene acquistato dalla Romania.  

Il gesto dell’esecutivo di Bucarest è stato commentato dal direttore generale di una azienda di consulenza agricola ucraina, Sergey Feofilov, come una dimostrazione di un nuovo trend, ovvero il protezionismo alimentare, il che conferma l’esistenza di vere preoccupazioni sulla disponibilità del cibo.  

A tale riguardo, Bloomberg ha riportato le dichiarazioni della Commissione europea, la quale ha espresso il proprio disappunto in merito alla decisione di Bucarest. Nello specifico, il commissario per l’Agricoltura, Janusz Wojciechowski, ha dichiarato di ritenere tale misure sproporzionata rispetto all’emergenza in atto e che, per tale ragione, sarà analizzato a fondo il suo impatto sull’economia del mercato unico. In aggiunta, Wojciechowski ha rivelato di non essere informato sulla possibilità che in Romania si possa verificare una condizione di scarsità di beni alimentari. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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