Polonia: restrizioni in diminuzione nei prossimi giorni

Pubblicato il 14 aprile 2020 alle 12:24 in Europa Polonia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il governo della Polonia ha annunciato di voler iniziare a rimuovere gradualmente le misure restrittive imposte per fronteggiare l’emergenza da coronavirus a partire dalla prossima domenica 19 aprile. 

È quanto rivelato, martedì 14 aprile, da Reuters, il quale ha altresì specificato che le prime restrizioni che verranno rimosse riguarderanno probabilmente le attività commerciali, come confermato dal portavoce del governo, Piotr Muller. A tale riguardo, nel dare l’annuncio, il ministro della Salute polacco, Lukasz Szumowski, ha dichiarato che ciò rientra nella strategia del governo volta a “scongelare l’economia” del Paese. 

Successivamente, ha aggiunto Muller, il governo potrà decidere, tra il prossimo mercoledì 15 aprile e giovedì 16, la rimozione di ulteriori restrizioni. 

Attualmente, secondo i dati facenti riferimento alla rilevazione di lunedì 13 aprile, i casi di coronavirus in Polonia sono 6.934, di cui 245 morti. Per fronteggiare l’emergenza, il Paese ha imposto la chiusura delle scuole fino al 26 aprile e delle attività commerciali fino al 19. In aggiunta, sono in vigore limiti ai trasporti aerei e ferroviari, mentre i confini della Polonia rimarranno chiusi fino al 3 maggio.  

Le restrizioni imposte dal governo non hanno causato lo spostamento delle elezioni presidenziali, le quali si terranno il prossimo 10 maggio per mezzi postali. A tale riguardo, l’opposizione denuncia il rischio che la competizione elettorale non sia libera o equa e, per tale ragione, i candidati hanno chiesto agli elettori di boicottare il voto.  

In merito a ciò, Szumowski ha dichiarato di essere in attesa del parere dell’ispettorato nazionale della sanità per esprimersi sulla sicurezza dello svolgimento delle elezioni per mezzi postali.  

Tuttavia, la decisione dell’esecutivo di Varsavia di confermare le elezioni del 10 maggio ha attirato le critiche di numerosi funzionari dei diritti umani, ma anche di organizzazioni internazionali e dell’Unione Europea, tra cui la vicepresidente della commissione, Vera Jourova. 

Nello specifico, risale allo scorso 6 aprile la decisione della Camera dei Deputati della Polonia in merito allo svolgimento delle elezioni per mezzi postali, come proposto dal dal partito di governo, Diritto e Giustizia (PiS).  

La misura è stata approvata nella Camera bassa, dove il PiS detiene la maggioranza, con 230 voti a favore, 226 contrari e 2 astensioni. Tuttavia, prima di diventare legge, la proposta del governo dovrà essere approvata anche dal Senato, dove il PiS è in minoranza, il quale, però, ha soltanto il potere di rimandare indietro la bozza di legge alla Camera, posticipandone l’approvazione.    

Secondo la bozza di legge presentata dal governo, i cittadini potranno votare senza recarsi fisicamente alle urne, dato che le schede elettorali saranno consegnate direttamente via posta presso i domicili degli elettori. Ogni cittadino depositerà la propria scheda in apposite cassette postali, le quali saranno collocate nei pressi delle proprie abitazioni. Tale modello varrà sia per il primo turno, il quale rimane programmato per il 10 maggio, sia per un eventuale ballottaggio, in programma per il 24 maggio. Tuttavia, è stato concesso al presidente della Camera il potere di rimandare il primo turno delle elezioni, ma non oltre il 17 maggio.   

La misura presentata dal governo ha attirato numerose critiche. In primo luogo, i cittadini temono che tale sistema possa comunque causare un aumento dei contagi da coronavirus, dovendosi in ogni caso recare presso le cassette postali. In secondo luogo, sono sorti dubbi in merito alla effettiva capacità del servizio postale di Stato di condurre con efficacia un tale sforzo logistico.    

Tuttavia, una delle principali critiche rimane quella avanzata dai candidati alle elezioni presidenziali, i quali lamentano di non aver potuto condurre in modo appropriato la campagna elettorale. Ciò, secondo quanto segnalato, compromette l’effettiva equità delle elezioni e, dall’altra parte, va a favore dell’attuale presidente, Andrzej Duda, il quale risulta in testa ai sondaggi e sostiene la proposta presentata dal PiS.   

Non potendo viaggiare nel Paese come di consueto, in particolare, la campagna elettorale quest’anno si è svolta online, principalmente sui media e sui social, ma i candidati sostengono che ad averne beneficiato particolarmente sia stato l’attuale presidente, il cui atteggiamento in prima linea per combattere l’emergenza è stato giudicato un atto di propaganda.      

In tale contesto, Reuters rivela che il partito di governo è stato accusato di voler sacrificare la salute dei cittadini per assicurare che Duda possa ottenere un secondo mandato, il che, secondo quanto segnalato da Reuters, si rivela cruciale per le speranze del governo di portare avanti la propria agenda politica fortemente conservatrice, dato che il capo di Stato è l’unico ad avere il potere di veto sulle leggi. Data quindi la vicinanza tra Duda e Diritto e Giustizia, alcuni esperti hanno evidenziato la possibilità che il partito di governo eserciti pressione affinché le elezioni si tengano in ogni caso il 10 maggio, sfruttando la forza e l’attuale popolarità di Duda, a rischio dopo la fine dell’emergenza.    

Da parte sua, il PiS ha respinto ogni accusa, dichiarando di voler esclusivamente preservare il regolare svolgimento delle procedure democratiche.   

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano in Italia interamente dedicato alla politica internazionale 

Jasmine Ceremigna 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.