Malta all’UE: azione urgente in Libia per evitare un “disastro umanitario”

Pubblicato il 14 aprile 2020 alle 17:37 in Europa Immigrazione Malta

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Con una lettera inviata all’Alto rappresentante europeo, Josep Borrell, Malta ha chiesto all’Unione di intraprendere “un’azione urgente” in Libia per evitare l’esodo di migliaia di rifugiati dalle coste del Paese nordafricano. L’intervento dovrebbe servire a evitare “un disastro umanitario in Libia, dove la situazione è ulteriormente peggiorata a causa del coronavirus e del persistere della guerra civile”. Secondo il documento inviato al rappresentante europeo dal ministro degli Esteri maltese, Evarist Bartolo, si prevede che circa 650mila persone potrebbero lasciare le coste libiche nel prossimo futuro.  

“Confermiamo di aver ricevuto la lettera del ministro degli Esteri di Malta, che ora sarà valutata”, ha dichiarato un portavoce della Commissione europea, specificando che “la situazione in Libia è sempre presente tra i pensieri dell’Alto rappresentante dell’Ue, Josep Borrell”.

Nella lettera di Malta, viene chiesto all’Unione Europea di “avviare immediatamente una missione umanitaria in Libia”, con lo scopo di frenare il flusso migratorio durante l’epidemia di coronavirus. Il ministro Bartolo ha proposto di configurare la missione in modo che possa distribuire cibo e aiuti medici per un valore di almeno 100 milioni di euro. Secondo il documento, ci si aspetta che il tasso delle partenze dalla Libia acceleri a causa del conflitto, delle malattie e della mancanza di beni primari. Il ministro ritiene che per alleviare e minimizzare le difficili circostanze in cui vivono i rifugiati bloccati in Libia, fornire aiuti direttamente al Paese nordafricano, e non ai Paesi dell’Africa sub-sahariana, è la maniera più veloce per offrire assistenza.

Il governo maltese ha approvato all’unanimità, l’11 aprile, una decisione che impedisce alle navi delle organizzazioni no-profit e ad altre imbarcazioni di portare nel Paese le persone salvate in mare, ovvero migranti, rifugiati e richiedenti asilo. In una dichiarazione congiunta, 13 ONG impegnate nei salvataggi in mare hanno dichiarato di essere “scioccate” dall’annuncio di Malta. “È inaccettabile per Malta sfruttare la pandemia di COVID-19 per accantonare i suoi obblighi in materia di diritti umani e mettere in pericolo la vita di uomini, donne e bambini”, si legge nella nota. “Pur riconoscendo le sfide che Malta si ritrova ad affrontare, insistiamo sul fatto che i migranti non debbano essere sacrificati per il benessere della nazione. Le emergenze nazionali dovrebbero essere superate con solidarietà e compassione. Pertanto invitiamo Malta a garantire il salvataggio e lo sbarco delle persone sotto la sua responsabilità”, conclude la nota.

Nel frattempo, quattro gommoni con a bordo 258 persone sono alla deriva al largo della Libia, nella zona di ricerca e salvataggio maltese, dall’11 aprile. La ONG Sea Watch ha riferito, il 12 aprile, che uno di questi gommoni si sarebbe rovesciato lasciando naufragarele circa 85 persone che vi si trovavano sopra. “Lasciati morire soli nel giorno di Pasqua da un’Europa che parla a vuoto di solidarietà verso le persone che soffrono. 250 persone erano alla deriva da ieri su 4 gommoni. Oggi Frontex ha segnalato che 3 sono ancora in mare mentre uno si è capovolto ed è naufragato con le persone a bordo”, ha scritto su Twitter il profilo italiano della ONG. 

La Libia funge da porta principale per i migranti africani che sperano di raggiungere l’Europa. Attualmente, ci sono quasi 700.000 migranti e rifugiati bloccati nel Paese nordafricano. Più di 16.700 persone sono morte attraversando il Mediterraneo dal 2015, di cui almeno 241 solo quest’anno. Più di 500 migranti sono partiti dalla Libia negli ultimi giorni, nel tentativo di raggiungere l’Europa, secondo l’IOM. Oltre a quelli intercettati e salvati, altri 67 migranti hanno raggiunto la scorsa settimana l’isola italiana di Lampedusa, dove sono entrati in una quarantena preventiva di due settimane a causa del COVID-19.

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Chiara Gentili

di Redazione

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