L’ONU chiede di interrompere i rimpatri di massa dall’Arabia Saudita all’Etiopia

Pubblicato il 14 aprile 2020 alle 15:33 in Arabia Saudita Etiopia Immigrazione

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Le Nazioni Unite hanno dichiarato che il rimpatrio di migranti irregolari dall’Arabia Saudita all’Etiopia rischia di favorire la diffusione del coronavirus. Pertanto, lONU ha esortato Riad a sospendere momentaneamente la pratica.

Sono circa 2.870 i migranti etiopi trasferiti dallArabia Saudita ad Addis Abeba dall’inizio della pandemia, secondo i dati delle Nazioni Unite. Le autorità etiopi hanno confermato che sono state avviate dal governo saudita espulsioni su larga scala. Un funzionario dellONU, intervistato dallagenzia di stampa Reuters, ha affermato che l’Arabia Saudita sta pianificando di espellere in totale circa 200.000 migranti etiopi. Altri Stati arabi del Golfo e alcuni Paesi vicini dovrebbero a loro volta rimpatriare migranti etiopi.

Il ministro della Salute etiope, Lia Tadesse, ha sottolineato che alcuni dei migranti rimpatriati dallArabia Saudita si sono rivelati positivi al coronavirus. Il loro numero esatto, tuttavia, non è ancora noto. Tutti quelli ritornati ad Addis Abeba sono stati messi in quarantena per 14 giorni nelle scuole e nelle università che sono state chiuse e convertite a tale scopo, ha specificato Zewdu Assefa, dell’Ethiopian Public Health Institute. “Sono stati rimpatriati in massa, in 300 o 500 schiacciati su voli singoli e il numero di persone che stanno per tornare continuerà a crescere”, ha aggiunto.

“I movimenti migratori su larga scala rendono molto più probabile la trasmissione del virus. Chiediamo quindi la sospensione temporanea delle espulsioni su larga scala”, ha dichiarato Catherine Sozi, coordinatrice umanitaria delle Nazioni Unite per l’Etiopia. Il Ministero dei media saudita non ha ancora risposto alle richieste di commenti.  

L’Arabia Saudita, che conta circa 30 milioni di persone, ha riportato finora 4.934 casi ufficiali di COVID-19, con 65 morti. L’Etiopia, con una popolazione di 105 milioni di abitanti, ha registrato invece 74 casi ufficiali di coronavirus e 2 morti.

Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha dichiarato lanno scorso, nella sua relazione annuale sulla tratta degli esseri umani, che circa 100.000 etiopi viaggiano ogni anno illegalmente verso Arabia Saudita, attirati dalle promesse di lavoro e da una vita migliore. Si stima che circa 200.000 etiopi vivano attualmente nel regno. Le ONG, tuttavia, affermano che la frequenza dei voli e il gran numero di persone rimpatriate nel Paese africano rischiano di sopraffare il sistema di quarantena dell’Etiopia.

In Africa, ciò che spaventa di più è l’inadeguatezza dei sistemi sanitari, la povertà diffusa, la porosità dei confini e l’insicurezza legata alla presenza di gruppi ribelli e organizzazioni terroristiche. Tutti insieme, questi fattori rischiano di aumentare notevolmente le possibilità di contagio e di aggravare la situazione di emergenza qualora il virus dovesse diffondersi in maniera incontrollata sull’intero continente. Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, l’Africa risulta mal equipaggiata per affrontare la minaccia e i governi devono cercare di fare di più per aumentare i controlli e identificare rapidamente i casi sospetti. La maggior parte dei sistemi sanitari risulta obsoleta e priva delle strutture necessarie a gestire casi di pandemia influenzale.

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Chiara Gentili

di Redazione

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