L’India estende le misure di blocco contro il coronavirus

Pubblicato il 14 aprile 2020 alle 19:01 in Asia India

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Nonostante le difficoltà economiche delle fasce più povere, le misure di blocco nazionale dell’India sono state estese fino al 3 maggio, secondo quanto ha affermato il premier Narendra Modi.

Il blocco di 3 settimane della nazione di 1,3 miliardi di persone, iniziato a mezzanotte del 25 marzo, doveva concludersi a mezzanotte del 14 aprile. “Dal punto di vista economico, abbiamo pagato un grande prezzo”, ha affermato Modi in un discorso alla nazione. “Ma la vita del popolo indiano è molto più preziosa”, ha aggiunto. Il premier ha poi affermato che alcune restrizioni in aree più lontane dagli hotspot di infezione saranno ridotte, a partire dal 20 aprile, per aiutare i più poveri e le persone dipendenti dai salari giornalieri. 

“Fino al 20 aprile, ogni stazione di polizia, ogni distretto, ogni Stato sarà monitorato attentamente per vedere se il blocco è stato seguito e se quella zona si è salvata dal virus”, ha riferito ancora Modi. “Possiamo quindi decidere di limitare le restrizioni in quelle aree che hanno successo in questo test e che hanno contenuto con successo gli hotspot e ne hanno impedito di nuovi”, ha aggiunto il premier. Secondo dati ufficiali, le nazioni dell’Asia Meridionale sono state finora relativamente poco colpite dalla pandemia. L’India, nello specifico, ha riportato oltre 10.000 casi e 339 decessi. Tuttavia, nel Paese sono presenti alcune delle città più affollate del pianeta e questo accresce i timori che i numeri possano salire alle stelle e sopraffare il sistema sanitario, già scarsamente equipaggiato. 

La situazione ha già creato tensioni tra le forze armate e la popolazione più povera del Paese. La polizia dell’India occidentale ha usato gas lacrimogeni per disperdere un gruppo di lavoratori migranti che hanno sfidato il blocco imposto dal governo per combattere il coronavirus. Le forze dell’ordine hanno anche effettuato numerosi arresti, che hanno scatenato una crisi umanitaria, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa Reuters. Centinaia di migliaia di lavoratori migranti sono impiegati in grandi città come Nuova Delhi e Mumbai e, nonostante il blocco, tentano ogni giorno di recarsi a piedi nelle campagne. Molti hanno camminato per giorni per rientrare verso le abitazioni, alcuni con famiglie e bambini piccoli, su autostrade deserte con scarso accesso al cibo o all’acqua.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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