Lancio di missili dalla Corea del Nord verso il Mar del Giappone

Pubblicato il 14 aprile 2020 alle 15:27 in Asia Corea del Nord

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La Corea del Nord ha lanciato una serie di missili, probabilmente da crociera, verso il Mar del Giappone, secondo quanto riferito dalle autorità militari della Corea del Sud. Tale tecnologia bellica non veniva utilizzata da Pyongyang dal 2017. 

I lanci sono stati effettuati il 14 aprile, secondo quanto riferiscono i capi di Stato Maggiore della Corea del Sud (JCS) in una nota. Le truppe nordcoreane, stanziate nella città costiera orientale di Munchon, nella provincia di Kangwon, hanno effettuato questo test in direzione del Mar del Giappone. I missili hanno volato a più di 150 chilometri al largo della costa orientale del Paese. Si potrebbe trattare di uno dei più minacciosi test bellici che la Corea del Nord ha condotto negli ultimi anni. A differenza dei missili balistici, che percorrono una traiettoria prefissata, umissile da crociera possiede un motore ed una struttura che permettono di modificarne la rotta mentre questo si trova in volo. 

Se l’utilizzo di tale armamento fosse confermato, si tratterebbe della prima volta che viene utilizzato dalla Corea del Nord, da giugno 2017, stando a quanto ha affermato un funzionario della Difesa sudcoreano. Inoltre, sempre il 14 aprile, l’esercito della Corea del Nord ha anche sorvolato la città costiera orientale di Wonsan, sparando missili aria-terra, a bordo di aeromobili da combattimento, secondo quanto ha riferito un portavoce dell’esercito sudcoreano. “La Corea del Sud e le autorità dell’intelligence statunitense stanno analizzando da vicino tali azioni”, si legge in una dichiarazione del JCS. I lanci arrivano un giorno prima del 108° compleanno del defunto Kim Il Sung, nonno dell’attuale leader supremo del Paese, Kim Jong Un. Non solo, tale ricorrenza coincide, nel 2020, con le elezioni parlamentari sudcoreane. 

Nel 2018 e nel 2019, il ritmo delle sperimentazioni belliche nordcoreane era rallentato grazie ai negoziati per la denuclearizzazione condotti con gli USA che, tuttavia, a oggi, sembrano essersi interrotti. In particolare, il 12 giugno 2018, Kim Jong-un aveva avviato un dialogo con il presidente americano, Donald Trump, in uno storico incontro a Singapore, per concordare una reciproca collaborazione verso lo smantellamento del programma nucleare Nord-coreano, in cambio della rimozione delle sanzioni contro Pyongyang Da allora, gli sviluppi sono stati incerti. Lo scorso 21 gennaio, il consigliere della missione nordcoreana presso le Nazioni Unite a Ginevra aveva dichiarato che, negli ultimi due anni, il proprio Paese aveva interrotto i test nucleari e i lanci di missili balistici per andare in contro agli USA ma questi non sembravano cambiare atteggiamento.

Pyongyang ha quindi accusato gli Stati Uniti di aver continuato con le esercitazioni militari con la Corea del Sud e di aver mantenuto le sanzioni contro la Corea del Nord, che continuavano a bloccare lo sviluppo del Paese. Di conseguenza, il diplomatico nordcoreano, sempre il 21 gennaio, ha dichiarato che Pyongyang non si riteneva più vincolata ad alcun accordo con gli USA e avrebbe quindi potuto riprendere con le sperimentazioni belliche. In totale, le Nazioni Unite hanno approvato 9 risoluzioni contro la Corea del Nord dall’ottobre 2006, con cui sono state imposte sanzioni in risposta ai programmi nucleari e missilistici del Paese asiatico. Con esse, sono state limitate le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, come quello del petrolio, tentando così di convincere le autorità nordcoreane a sedersi al tavolo delle trattative. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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