La Cina inizia il test su esseri umani di due possibili vaccini

Pubblicato il 14 aprile 2020 alle 18:30 in Asia Cina

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La Cina ha approvato l’avvio di test su esseri umani di due vaccini sperimentali per combattere il coronavirus, mentre continua a cercare di contenere i casi di infezione importati, soprattutto dalla Russia.

La Russia è diventata la più grande fonte cinese di casi importati, con un totale di 409 infezioni originate in loco e arrivate in Cina. I cittadini cinesi dovrebbero smettere di spostarsi e non tornare a casa, ha dichiarato il Global Times, un quotidiano gestito dal Partito Comunista Cinese. “Il popolo cinese ha visto la Russia diventare un Paese gravemente colpito”, si legge in un articolo, pubblicato il 14 aprile. “Questo dovrebbe dare l’allarme: la Cina deve prevenire rigorosamente l’afflusso di casi ed evitare un secondo scoppio dell’epidemia”, continua l’editoriale.

La provincia cinese Nord-orientale di Heilongjiang ha visto 79 nuovi casi di coronavirus importati, il 13 aprile. Si trattava di cittadini cinesi in viaggio verso casa dalla Russia, secondo quanto hanno riferito i media statali. La Cina continentale, in totale, aveva segnalato 89 nuovi casi. L’autorità provinciale di Heilongjiang ha dichiarato di aver istituito un credito per premiare i cittadini con una somma, fino a 5.000 yuan, circa 710 dollari, per la consegna o la denuncia di immigranti clandestini nel territorio nazionale. La Cina ha riportato un totale di 82.249 casi di coronavirus e 3.341 morti. Il 14 aprile non è stata segnalata alcuna nuova morte.

Intanto, mentre la Cina lotta per prevenire una seconda ondata di infezioni da coronavirus, due vaccini sperimentali verranno testati sull’uomo, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale Xinhua. Sono stati sviluppati da un’unità con sede a Pechino della Sinovac Biotech e dal Wuhan Institute of Biological Products, un’affiliata del China National Pharmaceutical Group di proprietà statale. A marzo, la Cina aveva dato il via libera a un altro studio clinico per un possibile vaccino sviluppato dall’Accademia Cinese delle Scienze Mediche Militari sostenuta dalla società biotecnologica CanSino Bio. Anche l’azienda di farmaci statunitense, Moderna, ha affermato di aver iniziato i test sull’uomo del suo possibile vaccino insieme al National Institute of Health degli Stati Uniti.

Ma nonostante le speranze di trovare al più presto un vaccino, l’epidemia potrebbe protrarsi fino a 2 anni e potrebbero essere necessarie precauzioni come maschere e limitazioni degli assembramenti, ha riferito ai giornalisti Zhang Boli, presidente dell’Università di Medicina Tradizionale Cinese di Tianjin. “Dobbiamo prepararci a lungo termine”, ha aggiunto. Secondo quanto ha riportato il New York Times, l’epidemia era già una vera e propria crisi, che aveva colpito decine di persone in Cina e probabilmente anche all’estero, quando l’allerta è stata diffusa da Pechino, il 31 dicembre 2019. Il quotidiano statunitense sostiene che i funzionari locali potrebbero aver minimizzato i primi segnali o semplicemente non erano coordinati abbastanza per comprendere la portata del problema. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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