Israele e la formazione del nuovo governo: concessa la proroga di 48 ore

Pubblicato il 14 aprile 2020 alle 9:03 in Israele Medio Oriente

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Il presidente israeliano, Reuven Rivlin, ha concesso al leader del partito Blue and White, Benny Gantz, una proroga di 48 ore per presentare la nuova squadra di governo.

La notizia è giunta nella notte tra il 13 ed il 14 aprile, alla scadenza del mandato concesso a Gantz per presentare un nuovo esecutivo per Israele, e dopo che questo aveva chiesto ulteriore tempo già dall’11 aprile scorso. La scadenza attuale è a mezzanotte di mercoledì 15 aprile. La giornata del 13 aprile ha poi visto Benny Gantz incontrarsi con il suo ex rivale nonché ex primo ministro, Benjamin Netanyahu, con il quale andrà a formare un governo di emergenza volto a porre fine alla situazione di stallo politico e a far fronte alla pandemia di coronavirus.

Al termine dei negoziati, che si prevede continueranno anche il 14 aprile, Gantz e Netanyahu hanno riferito di essere vicini a un accordo e di aver raggiunto progressi significativi. In particolare, fonti dell’alleanza di destra hanno rivelato che la stessa coalizione guidata da Netanyahu potrebbe avvicinarsi alle forze di opposizione in quello che è stato definito un governo di unità nazionale, in cui i due leader si alterneranno alla guida ogni 18 mesi. Tuttavia, alcune fonti mediatiche hanno indicato che ai partiti di destra non rimarranno molti seggi ministeriali nel nuovo esecutivo e non verranno posti alla guida del settore sicurezza e giudiziario.

In precedenza, il 12 aprile, Rivilin, in realtà, si era opposto alla richiesta dei due leader e si era detto pronto a ritornare in Parlamento per concedere il mandato ad un altro candidato. Tale situazione di impasse è il risultato di tre turni elettorali in un anno. L’ultimo risale al 2 marzo scorso. In tale occasione, Likud, il partito guidato da Netanyahu, ha ottenuto 36 seggi e, unendosi con la sua alleanza di destra, ha raggiunto quota 58 seggi, un numero inferiore ai 61 richiesti per avere la possibilità di formare il nuovo esecutivo. Pertanto, la missione è stata affidata a Gantz, il 16 marzo scorso, dopo essersi guadagnato la fiducia della maggioranza necessaria per provare a formare un nuovo esecutivo.

Tuttavia, l’avvicinamento del leader di Blue and White al suo ex rivale ha sollevato voci di dissenso tra i suoi alleati, timorosi di un nuovo esecutivo guidato da Netanyahu. Inun primo momento, Gantz non si era detto disposto ad unirsi con un leader, Netanyahu, coinvolto in un processo giudiziario, ed aveva rifiutato l’ipotesi di un governo di emergenza della durata di sei mesi. Pertanto, Gantz è stato accusato di aver tradito la fiducia dei suoi alleati e di essersi piegato alle decisioni dell’ex premier.

Il rischio di una quarta tornata elettorale complica qualsiasi piano volto a risanare l’economia israeliana e a far fronte all’emergenza coronavirus. Un fattore che ha spinto Gantz ad esortare Netanyahu ad accettare un governo di emergenza nazionale per non portare Israele verso nuove elezioni “costose e non necessarie” in un periodo di crisi. Dal canto suo, Netanyahu, in carica sin dal 2009 ma sotto processo con accuse di frode, abuso d’ufficio e corruzione, ha chiesto, nel corso delle negoziazioni degli ultimi giorni, ulteriori nomine in campo giudiziario.

Se entro la mezzanotte del 15 aprile, i due leader non raggiungeranno un accordo, il Parlamento israeliano, la Knesset, dovrà scegliere un nuovo candidato entro tre settimane. Se anche tale opzione fallirà, si dovrà passare a nuove elezioni. Ciò significherebbe prolungare ulteriormente la crisi politica in un periodo complesso per Israele, dove i contagi da coronavirus hanno raggiunto quota 11.586, di cui 116 decessi, e dove il tasso di disoccupazione è in crescita.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo e inglese

di Redazione

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