Guerra dei prezzi del petrolio: le conseguenze per il Golfo

Pubblicato il 14 aprile 2020 alle 12:37 in Arabia Saudita Medio Oriente

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I membri OPEC+ hanno raggiunto un accordo per porre fine alla cosiddetta guerra dei prezzi del petrolio, ma le clausole raggiunte rischiano di esaurire le riserve di danaro dell’area MENA. Nel frattempo, Riad ha confermato la riduzione della produzione petrolifera di 19.5 barili al giorno.

Il quotidiano arabo al-Araby al-Jadeed ha messo in luce come le riserve finanziarie dei Paesi del Golfo, accumulate nel corso di decenni, potrebbero essere messe a rischio da quanto stabilito a seguito del meeting del 9 aprile scorso tra i membri dell’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC) e OPEC+. In particolare, i Paesi partecipanti all’incontro si sono detti disposti a ridurre la produzione petrolifera di circa 10 milioni di barili al giorno, con il fine ultimo di risollevare il mercato petrolifero e portare ad un aumento dei prezzi del petrolio, a seguito del calo causato dalla pandemia di coronavirus. Anche gli Stati Uniti si sono detti disposti a collaborare in tal senso.

Inoltre, secondo quanto affermato in una dichiarazione del gruppo OPEC+, la produzione sarà ulteriormente ridotta di 8 milioni di barili tra luglio e dicembre, e subirà un altro taglio da gennaio 2021 ad aprile 2022, pari a 6 milioni di barili. Secondo il quotidiano, ciò potrebbe danneggiare gran parte dei Paesi del Golfo e del Nord Africa, dipendenti dalla risorse petrolifere e dalle entrate derivanti, ad eccezione del Qatar che, invece, può contare anche sulle proprie riserve di gas naturale liquefatto. Le economie di tali Stati, è stato precisato, necessitano di prezzi compresi tra i 60 e gli 85 dollari al barile per poter bilanciare i propri budget. L’Arabia Saudita, considerato il maggior produttore OPEC, secondo l’agenzia di rating Fitch, necessiterebbe di un prezzo pari a 91 dollari per poter bilanciare perdite e profitti, mentre la Libia di circa 100 dollari al barile.

Pertanto, The Institute of International Finance prevede che i Paesi dell’area MENA subiranno un calo della crescita produttiva nel corso del 2020, conseguenza del calo dei prezzi del petrolio. In Arabia Saudita, il tasso di crescita economica potrebbe raggiungere lo 0,7%, in calo rispetto alle precedenti aspettative pari al 2%. Nonostante ciò, il 13 aprile, il ministro dell’Energia saudita, il principe Abdulaziz bin Salman, ha riferito che il Regno è pronto a ridurre la produzione di petrolio a una quota inferiore rispetto a quella attuale, pari a di 8.5 milioni di barili al giorno, se ciò è necessario per il mercato e se le riduzioni saranno messe in atto da tutti i produttori “su base proporzionale”. Lo stesso ministro ha poi riferito che nel mese di giugno prossimo si terrà una nuova riunione OPEC+, volta a stabilire le future politiche di produzione e a monitorare eventuali danni e miglioramenti a seguito delle decisioni attuate.

La diffusione della pandemia di coronavirus a livello mondiale ha causato un rallentamento dell’attività economica a livello globale, determinando un calo nella domanda di petrolio e un conseguente declino dei prezzi. In particolare, si è passati da un costo di 65 dollari al barile alla fine del 2019 ai circa 35 dollari al barile attuali. Il segretario generale dell’OPEC, Mohammad Barkindo, ha definito il Covid-19 una “bestia invisibile” che ha creato prospettive “terrificanti” per quanto riguarda la domanda e l’offerta dell’industria petrolifera. Uno scenario che, per Barkindo, non si era mai visto prima.

Riad è il maggior produttore tra i paesi OPEC, mentre Mosca rappresenta uno dei principali attori non OPEC. Questi ultimi sono stati al centro della cosiddetta “guerra dei prezzi del petrolio”, scoppiata nelle ultime settimane proprio a fronte delle difficoltà del mercato petrolifero, suscitando preoccupazioni a livello internazionale. Tuttavia, l’incontro del 9 aprile ha portato ad un primo superamento delle divergenze anche tra Russia e Arabia Saudita. 

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Piera Laurenza, interprete di arabo e inglese

di Redazione

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