Il Ciad abbandona gli alleati regionali nella lotta contro Boko Haram

Pubblicato il 14 aprile 2020 alle 9:22 in Africa Ciad

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Il presidente del Ciad, Idriss Deby, ha affermato che il suo esercito non parteciperà più a operazioni militari fuori dai confini nazionali. “Le nostre truppe sono morte nelle operazioni presso il Lago Ciad e nel Sahel. Da oggi, nessun soldato ciadiano prenderà parte a una missione militare fuori dal Ciad”, ha dichiarato il presidente in diretta nazionale durante un intervento televisivo, domenica 12 aprile. Le affermazioni di Deby sono nate dalla frustrazione nei confronti degli alleati regionali a causa dei numerosi fallimenti riportati nella lotta contro i gruppi armati del Sahel. Per citare l’episodio più eclatante, il 23 marzo, un’offensiva di Boko Haram nella regione del Lago Ciad aveva ucciso circa 92 soldati ciadiani residenti nella base di Bohoma. Tale sconfitta è stata la più grande perdita militare subita in un giorno nella storia del Paese. Per vendicare l’aggressione, l’esercito ciadiano ha sostenuto di essere riuscito a eliminare circa 1.000 combattenti di Boko Haram durante l’operazione “Collera di Bohoma”, lanciata il 31 marzo. Sul fronte militare, circa 52 soldati ciadiani sono rimasti uccisi.

Non è ancora immediatamente chiaro cosa implicheranno, a livello pratico, le osservazioni di Deby in merito al coinvolgimento militare del Ciad. Il Paese fa parte, insieme a Nigeria, Niger, Benin e Camerun, della Task Force Multinazionale Congiunta (MNJTF), avviata nel 2012 per sconfiggere definitivamente l’organizzazione di Boko Haram e ripulire l’intera area dalle azioni del gruppo jihadista. Dal massacro di Bohoma, tuttavia, il Ciad ha espresso profonda delusione nei confronti della task force. “Il Ciad è solo a sostenere tutto il peso della guerra contro Boko Haram”, aveva detto il presidente Idriss Deby lo scorso fine settimana.

Le truppe del Ciad partecipano poi al cosiddetto G5 Sahel, una task force internazionale antiterrorismo creata nel febbraio 2017 con lo scopo di sconfiggere i gruppi armati attivi nell’Africa nordoccidentale e contrastare lo sviluppo dell’estremismo violento. La missione comprende anche soldati del Burkina Faso, del Mali, della Mauritania e del Niger.

Deby ha avvertito gli alleati che le sue forze abbandoneranno le basi sequestrate da Boko Haram entro il 22 aprile, indipendentemente dal fatto che le truppe regionali riescano o meno a riprenderne il controllo.

Il Lago Ciadè un vasto specchio d’acqua paludoso che confina con Niger, Nigeria, Ciad e Camerun. Le sponde occidentali del lago sono regolarmente colpite da combattenti armati provenienti dalla Nigeria nordorientale, dove Boko Haram ha iniziato la sua sanguinosa campagna terroristica nel 2009. Il Ciad ha dichiarato le province vicine al Lago Ciad “zone di guerra”, dando in questo modo ai militari libero sfogo per portare avanti l’offensiva.

Boko Haram è un gruppo fondamentalista nigeriano che, da quando ha avviato le proprie offensive, nel 2009, ha ucciso più di 35.000 persone e costretto circa 2,6 milioni di cittadini ad abbandonare le proprie case. Durante i loro assalti, i militanti dell’organizzazione rapiscono spesso donne e bambini per arruolarli e costringerli a compiere attentati suicidi. La rivolta, cominciata nel Nord-Est della Nigeria, si è allargata fino a coinvolgere, Camerun, Niger e Ciad, causando una grave crisi umanitaria in tutta la regione.

Boko Haram è particolarmente attivo nella zona del Lago Ciad, dove i militanti continuano a uccidere civili e a distruggere le abitazioni locali. La violenza dei terroristi ha contribuito ad aumentare il numero di sfollati interni, peggiorando nettamente le condizioni di vita degli abitanti della regione. Il Global Terrorism Index 2018 ha inserito il Ciad al 38esimo posto nella lista dei 163 Paesi di cui è stato misurato l’impatto della minaccia terroristica, con un indice pari a 4,7. Il 22 marzo 2019, Boko Haram ha compiuto l’attacco più mortale commesso fino a quel momento contro le forze di sicurezza del Ciad, uccidendo circa 23 soldati, presso Dangdala, in prossimità del Lago Ciad.

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Chiara Gentili

di Redazione

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