Afghanistan: 83 civili uccisi dopo l’accordo con gli USA

Pubblicato il 14 aprile 2020 alle 20:28 in Afghanistan Asia

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Il governo afghano e la Commissione Indipendente per i Diritti Umani dell’Afghanistan (AIHRC) hanno denunciato un aumento significativo del numero di attacchi dei talebani nel Paese, dopo che il gruppo ha firmato uno “storico” accordo di pace con gli Stati Uniti, il 29 febbraio. 

Secondo l’AIHRC, almeno 83 civili afgani sono stati uccisi, 35 sono stati presi in ostaggio e altri 119 sono stati feriti in diverse parti del Paese a seguito dell’accordo di pace tra Stati Uniti e talebani, firmato a Doha. La Commissione ritiene i talebani siano responsabili del 50% delle vittime civili, ma incolpa altri gruppi ribelli, come l’ISIS nella Provincia del Khorasan, del resto delle uccisioni. “Il governo della Repubblica Islamica dell’Afghanistan ha compiuto notevoli sforzi per la pace, ma i talebani hanno invece aumentato la violenza contro il popolo afgano. I talebani devono smettere di uccidere gli afgani per avere successo nel processo di pace e devono concordare un cessate il fuoco duraturo e nazionale “, ha dichiarato Jawed Faisal, portavoce dell’Ufficio del Consiglio di Sicurezza Nazionale.

Tuttavia, i talebani in risposta a queste accuse hanno affermato che il gruppo non aveva alcun accordo con il governo di Kabul sulla riduzione della violenza. “Non abbiamo alcun accordo con il governo afghano sull’arresto delle nostre operazioni, e questo tema non è stato discusso nell’accordo di pace con gli americani, non abbiamo alcun impegno con nessuno riguardo alla riduzione delle operazioni e questo problema sarà discussi nei colloqui intra-afgani “, ha riferito il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid. Tali dichiarazioni arrivano il giorno stesso in cui l’inviato degli Stati Uniti per la pace in Afghanistan, Zalmay Khalilzad, e il comandante delle forze NATO nel Paese, il generale Austin S. Miller, hanno incontrato una delegazione talebana guidata dal Mullah Baradar, in Qatar. 

L’incontro è avvenuto il 13 aprile, secondo quanto riferisce il quotidiano locale ToloNews, ma era stato annunciato dai talebani su Twitter e il viaggio di Khalilzad in Qatar è stato confermato da un comunicato stampa del Dipartimento di Stato degli USA. Le parti hanno discusso dello storico accordo di pace tra Stati Uniti e talebani, sottoscritto il 29 febbraio, e dei progressi verso una soluzione delle più pressanti questioni nel Paese. “Hanno parlato della completa attuazione dell’accordo e del ritardo nella liberazione dei prigionieri. Sono state anche discusse le violazioni dell’accordo e altre questioni, oltre al modo possibile per risolverle”, ha affermato Suhail Shaheen, portavoce talebano in Qatar. Una fonte che ha familiarità con i colloqui ha reso noto che il generale Miller “ha insistito sulla necessità di ridurre la violenza e creare le condizioni per avviare i negoziati intra-afgani”. Il generale ha anche sottolineato che tutte le parti dovrebbero sfruttare l’opportunità di raggiungere la pace nel Paese. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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