Myanmar: attacco nello Stato di Rakhine, almeno 8 morti, ma l’esercito nega

Pubblicato il 13 aprile 2020 alle 18:58 in Asia Myanmar

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Secondo due funzionari e un cittadino dello Stato di Rakhine, nell’Ovest del Myanmar, almeno 8 persone sono morte a causa di un bombardamento attribuito all’esercito del Paese, il quale però nega di essere a conoscenza dell’accaduto. 

È quanto rivelato, lunedì 13 aprile, da Reuters, il quale, tuttavia, ha specificato di non essere ancora in possesso delle conferme sulla morte dei cittadini della cittadina di Kyauk Seik, nei pressi di Ponnagyun, dove, secondo i testimoni, è avvenuto il bombardamento. 

Da parte sua, il portavoce dell’esercito del Myanmar, il Generale Tun Tun Nyi, ha confermato gli scontri in atto nel Nord dello Stato di Rakhine, ma ha smentito le notizie in merito al bombardamento. In aggiunta, Nyi ha dichiarato di non avere informazioni sulla morte delle 8 persone.  

Tuttavia, un avvocato di Ponnagyun, Tun Maung, ha rivelato a Reuters di essersi recato nel villaggio di Kyauk Seik e di aver verificato la morte di 8 persone. Anche un funzionario del governo locale, Tun Aye, ha confermato quanto dichiarato da Maung. Entrambi, rivela Reuters, hanno attribuito il bombardamento all’esercito di Naypyidaw, il quale tuttavia ha smentito il proprio coinvolgimento. 

Le Forze Armate del Myanmar, rivela Reuters, contrastano da oltre un anno un gruppo di ribelli che mira a ottenere maggiore autonomia per lo Stato di Rakhine, l’Esercito di Arakan (AA)Nelle ultime settimane, gli scontri tra i ribelli e i militari a Rakhine, dove vivono oltre 3 milioni di cittadini, e nel vicino Chin sono aumentati, provocando decine di morti e migliaia di dispersi.  

Da parte sua, l’AA ha rilasciato una dichiarazione ufficiale in merito al bombardamento del 13 aprile, attribuendo la responsabilità all’esercito e aggiungendo di non aver avuto scontri fisici con i militari del Myanmar nella stessa giornata. Ciò risulta in linea con il cessate il fuoco annunciato dai ribelli per tutta la durata di aprile alla luce dell’emergenza da coronavirus. Tuttavia, l’esercito del Paese ha respinto l’appello dei ribelli, dichiarando che la precedente tregua annunciata dal governo era stata violata dai combattenti dell’AA. 

Nel frattempo, aggiunge Reuters, è stato impedito l’accesso ai giornalisti nelle aree centrali e settentrionali dello Stato di Rakhine. In aggiunta, attivisti e giornalisti denunciano il blocco dell’accesso ad internet da parte del governo, il quale lo ha imposto come parte della repressione.  

L’Esercito di Arakan, che recluta i propri membri per lo più dalla maggioranza buddista del Paese, sta combattendo a Rakhine per una maggiore autonomia delle regioni occidentali dal governo centrale. Gli Arakanesi, che rappresentano il gruppo etnico di maggioranza nello stato di Rakhine, costituiscono circa il 5% della popolazione totale. I ribelli, la maggior parte dei quali facenti parte del gruppo armato dell’Esercito di Arakan, perseguono l’obiettivo prioritario dell’autodeterminazione del popolo arakanese. Nel novembre 2019, sono stati contati circa 20.000 seguaci dell’Esercito, diventato uno dei maggiori gruppi armati di ribelli etnici del Myanmar.   

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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