Libia: offensiva contro Haftar, Tripoli riconquista una città

Pubblicato il 13 aprile 2020 alle 16:11 in Africa Libia

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Le forze del Governo di Accordo Nazionale (GNA) della Libia hanno annunciato di aver ripreso il controllo di una città strategica a Sud di Tripoli, Sorman. 

È quanto rivelato, lunedì 13 aprile, da Anadolu, la quale ha altresì specificato che a dare l’annuncio è stato un portavoce delle Forze armate del GNA, Mustafa Al-Mujie 

Secondo quanto aggiunto da Al-Muje, una volta entrate a Sorman, le forze del GNA hanno anche sequestrato armi e veicoli militari, di cui alcuni corazzati, di proprietà delle milizie vicine all’Esercito Nazionale Libico (LNA), guidate dal generale Khalifa Haftar. 

Poco dopo, inoltre, stando alle informazioni in possesso di Anadolu, le forze del Governo di Accordo Nazionale hanno riconquistato anche una seconda città, questa volta ad Ovest di Tripoli, Sabratah, anch’essa precedentemente controllata dalle forze vicine ad Haftar 

Il giorno precedente, secondo le rivelazioni di Al Jazeera, inoltre, il GNA aveva annunciato di aver abbattuto due aerei caccia e un elicottero dell’LNA. A dare la notizia era stato il colonnello Muhammad Qanunu, il quale aveva specificato che le forze dell’aviazione di Tripoli avevano intercettato i velivoli di Haftar nei dintorni di Abu Qurayn, a Sud di Misurata. In seguito all’avvistamento, le forze del GNA avevano dunque abbattuto due caccia Wing Loong, di manifattura cinese, e un elicottero Mi-35, di produzione russa. 

Gli scontri, secondo quanto riferito da fonti locali ad Al Jazeera, avevano portato alla morte di 9 militari dell’esercito di Tripoli e oltre 30 combattenti vicini ad Haftar. In aggiunta, alcuni testimoni avevano riferito che per lanciare i raid contro le forze dell’LNA, il governo di Tripoli aveva deciso di impiegare i propri droni. 

La crisi libica è in atto dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato dal primo ministro Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. L’Italia, il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale. 

Le tensioni si sono ulteriormente inasprite quando, il 4 aprile 2019, Haftar ed il proprio esercito hanno avviato una campagna tesa a prendere il controllo della capitale libica, Tripoli. 

In tale quadro, dal primo aprile, è entrata ufficialmente in azione l’operazione Eunavfor Med Irini, dopo che, il 31 marzo, il Consiglio europeo aveva formalmente adottato la decisione per il suo avvio.  

Da parte sua, l’Unione Europea ha specificato che si tratta di una missione aerea e navale, attiva nel Mediterraneo orientale, volta a far rispettare l’embargo in Libia e a fermare il traffico di armi. Irini sostituirà la vecchia operazione Sophia, il cui mandato è scaduto a fine marzo.  

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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