Italia: test e quarantena ai 150 migranti della Sea Eye prima di sbarcare

Pubblicato il 13 aprile 2020 alle 14:30 in Immigrazione Italia

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L’Italia ha ordinato che i migranti e i rifugiati che si trovano a bordo della nave di salvataggio della Sea Eye vengano trasferiti su un’altra imbarcazione per essere sottoposti ai test per il coronavirus e messi in quarantena prima di essere autorizzati a sbarcare. L’Alan Kurdi, gestita dalla ONG tedesca Sea-Eye, naviga in acque internazionali, al largo della costa occidentale della Sicilia, dal 6 aprile, dopo aver tratto in salvo 150 persone nei pressi della Libia. Domenica 12 aprile, il Ministero dei Trasporti italiano ha dichiarato in una nota che i migranti a bordo saranno controllati dalle autorità sanitarie solo dopo essere stati trasferiti e messi in quarantena su unaltra nave. La dichiarazione del Ministero sottolinea che consentire ai migranti di sbarcare senza essere sottoposti a screening rischia di fare troppa pressione sui servizi sanitari regionali, già in difficoltà.

Il 7 aprile, l’Italia ha chiuso i suoi porti alle navi delle ONG per l’intera durata dell’emergenza sanitaria nazionale, dichiarando che non possono essere più considerati sicuri a causa dellepidemia di coronavirus. Per tutta la durata dell’emergenza sanitaria nazionale causata dalla diffusione del COVID-19, i porti italiani non possono garantire i requisiti necessari per essere definiti e classificati come porti sicuri”, ha dichiarato il decreto governativo. L’emergenza nazionale dovrebbe protrarsi fino al 31 luglio, secondo le disposizioni attuali, ma la scadenza potrebbe essere estesa. La norma appena emanata, nello specifico, riguarda “i casi di soccorso effettuati da parte di unità navali battenti bandiera straniera al di fuori dell’area SAR (ricerca e soccorso) italiana”.

Sempre nella giornata di domenica 12 aprile, l’organizzazione non governativa tedesca Sea Watch ha denunciato il naufragio nelle acque tra Malta e Tripoli di uno dei 4 gommoni da essa segnalati il giorno precedente. “Lasciati morire soli nel giorno di Pasqua da un’Europa che parla a vuoto di solidarietà verso le persone che soffrono. 250 persone erano alla deriva da ieri su 4 gommoni. Oggi Frontex ha segnalato che 3 sono ancora in mare mentre uno si è capovolto ed è naufragato con le persone a bordo”, ha scritto su Twitter il profilo italiano della ONG. Le imbarcazioni erano alla deriva dal giorno precedente e, secondo quanto affermato dalla stessa Sea Watch, l’organizzazione aveva immediatamente richiesto l’intervento del Commissario europeo per i diritti umani, affinché gli stessi diritti dei naufraghi fossero garantiti, indipendentemente da quale fosse l’imbarcazione accorsa in loro salvataggio.

Secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (IOM), tali eventi sono “tragici” e richiedono “un approccio globale alla situazione nel Mediterraneo centrale”. “Lo status quo non può assolutamente continuare”, ha dichiarato il funzionario dellIOM Federico Soda. Sulla scia dellItalia, il governo maltese ha approvato allunanimità, l11 aprile, una decisione che impedisce alle navi delle organizzazioni no-profit e ad altre imbarcazioni di portare nel Paese le persone salvate in mare, ovvero migranti, rifugiati e richiedenti asilo. In una dichiarazione congiunta, 13 ONG impegnate nei salvataggi in mare hanno dichiarato di essere “scioccate” dall’annuncio di Malta. “È inaccettabile per Malta sfruttare la pandemia di COVID-19 per accantonare i suoi obblighi in materia di diritti umani e mettere in pericolo la vita di uomini, donne e bambini”, si legge nella nota. “Pur riconoscendo le sfide che Malta si ritrova ad affrontare, insistiamo sul fatto che i migranti non debbano essere sacrificati per il benessere della nazione. Le emergenze nazionali dovrebbero essere superate con solidarietà e compassione. Pertanto invitiamo Malta a garantire il salvataggio e lo sbarco delle persone sotto la sua responsabilità”, conclude la nota.

La Libia funge da porta principale per i migranti africani che sperano di raggiungere l’Europa. Attualmente, ci sono quasi 700.000 migranti e rifugiati bloccati nel Paese nordafricano. Più di 16.700 persone sono morte attraversando il Mediterraneo dal 2015, di cui almeno 241 solo quest’anno. Più di 500 migranti sono partiti dalla Libia negli ultimi giorni, nel tentativo di raggiungere l’Europa, secondo l’IOM. Oltre a quelli intercettati e salvati, altri 67 migranti hanno raggiunto la scorsa settimana l’isola italiana di Lampedusa, dove sono entrati in una quarantena preventiva di due settimane a causa del COVID-19

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Chiara Gentili

di Redazione

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