Sudafrica, coronavirus: blocco nazionale fino a fine mese

Pubblicato il 12 aprile 2020 alle 7:18 in Africa Sudafrica

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Il Sudafrica ha ufficialmente esteso il blocco nazionale fino alla fine del mese di aprile. La dichiarazione del presidente, Cyril Ramaphosa, oltre ad annunciare l’estensione del lockdown ha però reso noto che sono stati fatti dei progressi dal punto di vista del contenimento del contagio, tanto che la diffusione del coronavirus sembrerebbe essere rallentata. Tuttavia, l’impatto sull’economia nazionale resta preoccupante, dal momento che la crisi sta avendo un effetto devastante sulla crescita e sul mantenimento dei posti di lavoro di milioni di persone. Il presidente ha chiarito che la sospensione delle attività cercherà il più possibile di confinare a casa le persone, consentendo loro di uscire solo per questioni di prima necessità, come l’acquisto di generi alimentari o le emergenze sanitarie. Ramaphosa ha poi deciso di impiegare l’esercito nelle strade, insieme alla polizia, per verificare il rispetto delle misure. 

L’economia del Sudafrica soffre già, da almeno un anno, di bassa crescita e di pesanti tagli pubblici. “Noi, come altri Paesi dell’Africa, abbiamo invitato gli Stati del G20, in particolare le economie più sviluppate, a sostenere pacchetti di stimolo per i Paesi del continente”, ha dichiarato Ramaphosa, specificando di aver chiesto anche la riduzione del debito al Fondo Monetario Internazionale e alla Banca mondiale.

Le società minerarie e di raffinazione del metallo, il nucleo dell’economia sudafricana, stanno riducendo o arrestando del tutto la produzione. Il ministro degli Affari minerari, Gwede Mantashe, ha dichiarato he il Sudafrica continuerà a lavorare i metalli del gruppo del platino, ma ridurrà la produzione di oro, cromo e manganese. Il rand, la moneta sudafricana, ha oscillato intorno ai minimi nelle ultime due settimane e mezzo e la banca centrale ha annunciato un programma di quantitative easing. Le aziende, inoltre, si stanno preparando agli ulteriori danni economici provocati dal blocco, con Airlink che è diventata l’ultima compagnia aerea locale a sospendere tutti i voli. Anche la South African Airways (SAA) di proprietà statale, già pesantemente indebitata, ha cancellato i suoi voli.

La Banking Association of South Africa (BASA) ha affermato che l’industria cercherà di aiutare i clienti che soffrono di più delle conseguenze economiche del coronavirus, ma senza il sostegno fiscale offerto da altre parti del mondo, le opzioni saranno relativamente limitate. Le banche, caso per caso, aiuteranno i clienti che erano in regola con i loro impegni, con misure tra cui il differimento dei pagamenti, la ristrutturazione del debito o il collegamento dei prestiti. “Se il governo è in grado di creare un po’di spazio fiscale per noi, allora possiamo fare di più”, ha detto a Reuters l’amministratore delegato di BASA, Cas Coovadia, aggiungendo che il settore non prenderà provvedimenti che possano danneggiarne la credibilità.

La rapida esplosione dell’epidemia di coronavirus nel continente africano rischia di spingere l’Africa subsahariana nella recessione, per la prima volta in 25 anni. Queste le stime della Banca Mondiale che, in un report pubblicato giovedì 9 aprile, ha ipotizzato che l’economia della regione possa contrarsi di una percentuale che va dal 2.1% al 5.1%. Considerando che lo scorso anno la crescita è stata del 2.4% e che il coronavirus potrebbe comportare perdite per la produzione tra i 37 e i 79 miliardi di dollari, l’Africa subsahariana rischia seriamente di entrare in recessione.

“La pandemia sta testando i limiti delle società e delle economie di tutto il mondo e i Paesi africani saranno probabilmente colpiti in modo particolarmente duro”, ha dichiarato Hafez Ghanem, vicepresidente della Banca mondiale per l’Africa. La Banca e il Fondo monetario internazionale stanno intervenendo per fornire con tempestività fondi di emergenza agli Stati africani e non solo in modo da renderli capaci di combattere il virus e mitigare l’impatto sull’economia. La crescita, secondo le previsioni, subirà un netto calo soprattutto nelle tre maggiori economie della regione, ovvero Nigeria, Angola e Sudafrica. Anche i Paesi esportatori di petrolio saranno duramente colpiti.

Le istituzioni internazionali hanno anche invitato la Cina, gli Stati Uniti e gli altri creditori ad accettare la sospensione temporanea dei pagamenti del debito da parte dei Paesi più poveri in modo che possano utilizzare le risorse per arrestare la diffusione della malattia e mitigarne l’impatto finanziario.“Ci sarà bisogno di una riduzione del debito da parte dei creditori bilaterali per garantire con urgenza le risorse necessarie per combattere il COVID-19 e per aiutare a gestire la stabilità macroeconomica nella regione”, ha affermato Cesar Calderon, economista di spicco della Banca e principale autore del rapporto. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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