Sea Watch denuncia naufragio nel Mediterraneo

Pubblicato il 12 aprile 2020 alle 15:48 in Immigrazione Malta

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L’organizzazione non governativa tedesca Sea Watch ha denunciato , nella giornata del 12 aprile, il naufragio nelle acque tra Malta e Tripoli di uno dei 4 gommoni con a bordo oltre 250 persone, da essa segnalati il giorno precedente.

L’annuncio è stato lanciato via Twitter dal profilo Sea Watch Italy, nel quale la ONG tedesca ha accusato l’Europa affermando: “Lasciati morire soli nel giorno di Pasqua da un’Europa che parla a vuoto di solidarietà verso le persone che soffrono. 250 persone erano alla deriva da ieri su 4 gommoni. Oggi avvistamenti Frontex li riportano ancora in mare e uno capovolto. Naufragato con le persone a bordo”.

Le imbarcazioni erano alla deriva dal giorno precedente e, secondo quanto affermato dalla ONG stessa, Sea Watch non appena informata della loro presenza aveva richiesto l’intervento del Commissario europeo per i diritti umani, affinché gli stessi diritti dei naufraghi fossero garantiti, indipendentemente da quale fosse l’imbarcazione accorsa in loro salvataggio. Non è ancora chiaro il numero di persone che hanno perso la vita nell’incidente odierno ma, stando a quanto riferito dal servizio telefonico per i migranti in difficoltà Alarm Phone a Sea Watch, nei gommoni erano rispettivamente presenti 47, 55 e 85 persone.

L’11 aprile, il governo maltese ha approvato all’unanimità una decisione che impedirà alle navi di organizzazioni benefiche e ad altre imbarcazioni di portare nel Paese le persone salvate in mare, ovvero i migranti, i rifugiati e i richiedenti asilo.

La decisione è stata presa sulla scia di quanto disposto dal governo italiano lo scorso 7 aprile, quando Roma ha decretato che a causa dell’imperversare dell’epidemia di coronavirus nel Paese i porti italiani non possono più essere considerati sicuri. Per tale motivazione, i migranti salvati al di fuori dell’area di ricerca e soccorso (SAR) italiana da unità navali che battono bandiera straniera non potranno più essere portati nel Paese.

La decisione di Roma era giunta dopo che la ONG tedesca Sea-Eye aveva portato sulle coste nazionali 150 naufraghi salvati a largo della Libia. Difronte al rifiuto italiano, l’organizzazione aveva chiesto al suo Stato di bandiera, la Germania, di correre in soccorso dei migranti salvati.

Stando ai dati rilasciati dalla UN Refugee Agency (UNHCR), nel mese di marzo 2020, 3.527 migranti sono arrivati in Europa sia via mare, sia via terra. La Grecia è stata finora il Paese che ne ha accolto il maggior numero, con circa 9.500 arrivi, seguita dalla Spagna, con oltre 5.300 migranti, Italia, Malta, con quasi 1.000 sbarchi, e Cipro con i suoi 363.

Per quanto riguarda l’Italia, dall’inizio dell’anno al 30 marzo 2020, le stime ufficiali del Ministero dell’Interno hanno calcolato che 2.794 stranieri sono sbarcati sul territorio nazionale. Lo scorso anno, nello stesso trimestre, erano stati invece registrati 517 arrivi via mare. Le prime cinque nazionalità dei migranti giunti in Italia risultano essere bangladese, algerina, ivoriana, sudanese e somala. I minori stranieri non accompagnati, invece, ammontano a circa 500.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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