Regno Unito: Boris Johnson dimesso, aumentano i decessi

Pubblicato il 12 aprile 2020 alle 18:30 in Europa UK

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Il primo ministro inglese, Boris Johnson è stato dimesso dall’ospedale londinese St Thomas’ Hospital dove era ricoverato dallo scorso 5 aprile per l’aggravarsi dei sintomi del coronavirus, domenica 12 aprile.

Stando a quanto dichiarato dal suo ufficio di Downing Street, non essendo ancora negativo, Johnson continuerà il proprio percorso di guarigione dal virus a Chequers, la residenza di campagna ufficiale del primo ministro del Regno Unito, specificando che, su indicazione dei medici, non tornerà subito alla guida del Paese.

Nella stessa giornata del 12 aprile, il capo dell’esecutivo di Londra ha voluto ringraziare lo staff sanitario del St Thomas’ Hospital per l’ottima assistenza fornitagli e nel primo commento fatto in seguito alla sua dimissione ha affermato di dover loro la vita. Anche la compagna di Johnson, Carrie Symonds, si è unita ai ringraziamenti allo staff medico e ha espresso un messaggio di solidarietà a tutte le famiglie che stanno affrontando momenti “estremamente bui” nel terrore di perdere i propri cari.

Il primo ministro inglese ha annunciato di aver contratto il virus lo scorso 27 marzo e aveva continuato a guidare il Paese dalla residenza di Downing Street fino a quando, il 5 aprile, è stato ricoverato a causa del persistere dei sintomi. Dato l’aggravarsi del suo stato, Johnson è stato in terapia intensiva dal 6 al 9 aprile.

Durante la sua assenza alla guida del governo, i suoi ministri si sono fatti carico della pesante situazione che sta affrontando il Regno Unito. Il Paese ha registrato un picco di decessi ospedalieri, partendo da venerdì con oltre 980 morti in una sola giornata, triste record che ha superato quello dell’Italia, il Paese finora maggiormente colpito dall’epidemia in Europa. Tale dato non considera inoltre le morti extra ospedaliere.Domenica 12 aprile, le autorità hanno confermato ulteriori 737 decessi nelle ultime 24 ore, portando il totale delle vittime oltre 10.000 sui totali 79.885 contagi.

 Il governo di Londra ha ricevuto numerose accuse rispetto alla risposta all’epidemia come quella di aver eseguito un numero inferiore di test rispetto agli altri Stati europei e di aver adottato le misure di isolamento troppo tardi.

L’11 aprile, la Regina del Regno Unito, Elisabetta II, è tornata a rivolgersi al proprio Paese per il consueto messaggio pasquale, dopo una settimana dal discorso tenuto lo scorso 5 aprile. In tale occasione, si è trattato del quinto appello televisivo alla nazione nei suoi 68 anni di regno, tenuto per esortare il popolo ad essere risoluto nel rispettare le misure di isolamento e distanziamento sociale. La monarca che, oltre ad essere il capo di Stato del Paese, è anche la guida simbolica della Chiesa d’Inghilterra ha incoraggiato il popolo inglese affermando che il coronavirus non vincerà sulla Nazione.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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