Corea del Nord: misure di prevenzione ma nessun caso di coronavirus

Pubblicato il 12 aprile 2020 alle 19:30 in Asia Corea del Nord

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La Corea del Nord ha annunciato misure più rigide per garantire la sicurezza dei propri cittadini dall’epidemia di coronavirus, il 12 aprile. Nonostante ciò, il Paese ha continuato a dichiarare l’assenza di contagi nel proprio territorio.

Il governo di Pyongyang sta eseguendo test sulla popolazione e finora non ha ancora dichiarato casi confermati di contagio, sebbene oltre 500 persone siano state messe in quarantena. Stando a quanto riferito dall’agenzia di stampa nazionale, Korean Central News Agency (KCNA), i leader Nord-coreani hanno affermato che il virus ha avuto pesanti conseguenze sull’economia ma, nonostante ciò, le misure restrittive di contrasto alla sua diffusione, sin qui implementate con rigidità, hanno consentito il mantenimento di una situazione stabile.

L’11 aprile, l’ufficio politico della commissione centrale del Partito del Lavoro di Corea, presieduto dal leader nazionale, Kim Jong-un, si è riunito per prendere importanti decisioni e ha annunciato misure statali più rigide per proteggere le vite dei cittadini e la loro sicurezza contro la pandemia. Esse prevedono il potenziamento dei servizi d’emergenza ma anche una spinta all’economia, alla difesa nazionale e alla stabilità del sostentamento della popolazione. Oltre a questo, la riunione dell’ufficio politico ha eletto la sorella del capo di Stato Nord-coreano, Kim Yo-jong, come membro a rotazione dell’organo di partito.

Le immagini dell’incontro rilasciate dalla KCNA hanno mostrato che nessuno dei partecipanti alla riunione dell’ufficio politico indossava mascherine o era distanziato dagli altri, nemmeno il capo di Stato Kim Jong-un. Quest’ultimo, sempre nella giornata del 12 aprile, ha annunciato di aver supervisionato le esercitazioni militari eseguite da parte di aerei da assalto, delle quali si è detto estremamente soddisfatto. Tuttavia, in questo caso, nelle foto riportate dalla KCNA i capi militari presenti indossavano mascherine.

Nel resto del mondo, gli esperti in materia, hanno sollevato numerosi dubbi sulla veridicità dei dati relativi al coronavirus della Corea del Nord. Uno degli elementi che maggiormente ha sollevato scetticismo è stata la sua posizione geografica. Il confine meridionale del  Paese tocca la Corea del Sud, dove a oggi, stando ai dati della Johns Hopkins University, i contagi totali sono stati 10.512 e i decessi 214. A Nord, invece, confina con la Repubblica Popolare Cinese (RPC), il Paese da cui si è originato il coronavirus e che conta un totale di 82.052 casi confermati. Tuttavia, a gennaio, la Corea del Nord ha da subito chiuso i confini con il Paese non appena sono stati dichiarati i primi contagi.

Sebbene Pyongyang abbia adottato controlli estremamente rigorosi alle frontiere, si teme la sua vulnerabilità alla diffusione del virus, avendo il Paese un sistema sanitario che non dispone di risorse sufficienti e essendo sottoposto a pesanti sanzioni internazionali. Secondo un professore della Ewha Womans University di Seoul, Leif-Eric Easley, la Corea del Nord oltre a non mostrare segni di debolezza durante la crisi pandemica mondiale vuole dimostrare al proprio popolo di trovarsi in una condizione di forza, perseverando con le esercitazioni militari.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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