Banca Mondiale: crollo della crescita economica nel Sud dell’Asia

Pubblicato il 12 aprile 2020 alle 16:50 in Asia India

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La Banca Mondiale ha dichiarato che l’India e i Paesi dell’Asia meridionale assisteranno al peggior tasso di crescita degli ultimi 40 anni a causa della diffusione del coronavirus, il 12 aprile.

L’istituto ha pubblicato il report biennale chiamato South Asia Economic Focus che presenta gli sviluppi più recenti e offre una previsione a breve termine della situazione economica della regione in generale. Il report analizza anche la situazione singola di Afghanistan, Bangladesh, Bhutan, India, Maldive, Nepal, Pakistan e Sri Lanka. Stando alle stime della Banca Mondiale, la crisi globale avrebbe spazzato via tutti i segnali di ripresa economica osservati nell’area a fine 2019.

Dal documento si evince che nel 2020 la crescita economica si aggirerà intorno ad un tasso tra l’1,8% e il 2,8%, contrariamente al 6,3%, previsto sei mesi prima. Nell’anno fiscale che è iniziato lo scorso primo aprile, l’india, che è il Paese con la maggiore economia della regione, si stima avrà una crescita economica tra l’1,5% e il 2,8%, registrando un crollo rispetto all’anno fiscale conclusosi lo scorso 31 marzo, in cui si è previsto un tasso tra il 4,8% e il 5%. La Banca Mondiale ha previsto una rapida discesa della crescita economica anche in Sri Lanka, Nepal, Bhutan e Bangladesh, mentre in Pakistan, Afghanistan e nelle Maldive, stando ai dati disponibili fino al 7 aprile scorso, ci si aspetta una caduta nella recessione.

Le misure di prevenzione e controllo del coronavirus hanno interrotto il processo di produzione e distribuzione delle merci in tutta l’Asia meridionale. In India, ad esempio, le misure di isolamento adottate dal governo del presidente, Narendra Modi, sui suoi 1.3 miliardi di cittadini hanno già causato la perdita del lavoro per molti e lo sfaldamento di aziende tanto grandi che piccole. Ciò ha costretto i lavoratori migranti delle città a rientrare nei luoghi d’origine e ha provocato un pericoloso esodo di massa data la presenza dell’epidemia. Nel caso in cui le misure di isolamento fossero prolungate, il report della Banca Mondiale ha lanciato l’allarme riguardo allo “scenario peggiore” in cui l’intera regione subirebbe una contrazione economica.

Per far fronte alle difficoltà economiche nel breve termine, la Banca Mondiale ha esortato i governi degli 8 Paesi ad annunciare ulteriori misure economiche a sostegno dei lavoratori migranti e di attuare misure di alleggerimento dei debiti sia per le aziende, sia per i singoli. A tal proposito, l’India ha finora disposto un piano economico dal valore di 23 miliardi di dollari per offrire denaro contante ai milioni di poveri colpiti dall’isolamento. In Pakistan, invece sono stati previsti 6 miliardi di dollari a sostegno dell’economia in generale.

Il vice presidente della Banca Mondiale per l’Asia meridionale, Hartwig Schafer, ha affermato che la priorità per tutti i governi della regione dev’essere il contenimento della diffusione del coronavirus e la protezione dei rispettivi popoli. Schafer ha invitati i Paesi a prestare particolare attenzione ai poveri che potrebbero risentire delle più gravi conseguenze a livello di salute ed economico.

Stando ai dati riportati dalla Johns Hopkins University, l’Asia meridionale ha finora contato un totale di 15.010 contagi. L’India è stato il Paese più colpito con 8.504 casi confermati e 289 decessi, segue il Pakistan con 5,038 contagi e 86 morti, il Bangladesh con i suoi 621 casi e 34 decessi, l’Afghanistan con 607 infetti e 18 perdite, lo Sri Lanka con 203 casi e 7 vittime. Non hanno ancora registrato decessi le Maldive con 20 contagi, il Nepal con 12 casi e il Bhutan con 5.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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