Italia: migrante di 15 anni positivo al coronavirus nell’hotspot di Pozzallo

Pubblicato il 11 aprile 2020 alle 6:48 in Immigrazione Italia

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Un giovane migrante egiziano di 15 anni, accolto venerdì 10 aprile nell’hotspot italiano di Pozzallo, in Sicilia, è risultato positivo al coronavirus. Il ragazzo era approdato a Lampedusa a bordo di un barcone, lunedì 6 aprile. Insieme a lui, altri migranti arrivati nei giorni scorsi nell’isola di Lampedusa sono stati trasferiti a Pozzallo. Il sindaco della città, Roberto Ammatuna, ha riferito che il giovane 15enne è uno dei 50 migranti presenti attualmente nell’hotspot. Nell’esporre la vicenda, il sindaco ha dichiarato: “Il tampone è stato eseguito subito dal medico responsabile dell’hotspot perché ai controlli sanitari si evidenziava una temperatura di 38 gradi. Ho chiesto subito un incontro al Prefetto di Ragusa per capire come affrontare questo caso. Ad ogni modo chiedo urgentemente una relazione sanitaria da parte dei responsabili dal centro di provenienza del migrante e non escludo un eventuale esposto alla Procura della Repubblica per accertare eventuali responsabilità oltre che una ispezione da parte dell’Assessorato Regionale alla Sanità”. In particolare, secondo il sindaco, va accertato che il migrante positivo sia stato visitato in maniera approfondita prima della partenza e del trasferimento a Pozzallo. “È una vicenda oscura che richiede una precisa ed inevitabile chiarezza”, ha aggiunto Ammatuna.

Nel frattempo, uno dei 150 migranti recuperati il 7 aprile dalla Alan Kurdi, la nave della ONG tedesca Sea-Eye, è stato evacuato nella notte di giovedì 9 aprile da una motovedetta della Guardia costiera italiana. L’imbarcazione si trova da giorni a Sud della Sicilia senza il permesso di sbarcare nè in Italia nè a Malta.”Non abbiamo ricevuto nè cibo, nè medicine, nè carburante dall’Italia”, ha dichiarato la Sea-Eye, sottolienado che, a causa del maltempo in arrivo, la nave si sta quindi dirigendo verso le coste della Sicilia per cercare riparo. “Abbiamo informato le autorità tedesche di questa decisione”, ha aggiunto.

Il governo di Roma ha dichiarato che i suoi porti non possono più essere considerati sicuri a causa della diffusione dell’epidemia di coronavirus. Pertanto, non sarà consentito ai migranti recuperati dalle ONG di sbarcare sulle coste italiane. La decisione è stata presa nella serata di martedì 7 aprile, poco dopo che la Alan Kurdi ha recuperato il barcone con a bordo 150 persone al largo della Libia.  “Per tutta la durata dell’emergenza sanitaria nazionale causata dalla diffusione del COVID-19, i porti italiani non possono garantire i requisiti necessari per essere definiti e classificati come porti sicuri”, ha dichiarato il decreto governativo. L’emergenza nazionale dovrebbe protrarsi fino al 31 luglio, secondo le disposizioni attuali, ma la scadenza potrebbe essere estesa. La norma appena emanata, nello specifico, riguarda “i casi di soccorso effettuati da parte di unità navali battenti bandiera straniera al di fuori dell’area SAR (ricerca e soccorso) italiana”. Il decreto di martedì è stato firmato dai ministri dell’Interno, degli Esteri e dei Trasporti, così come dal ministro della Salute, Roberto Speranza, che ha sempre supportato l’attività delle ONG. Dopo che, nei primi due mesi del 2020, un numero consistente di migranti è approdato sulle coste italiane, gli arrivi hanno subito una brusca flessione a marzo, quando l’Italia è stata colpita dall’epidemia. 

Secondo le stime della UN Refugee Agency (UNHCR), nel mese di marzo 2020, sono giunti in Europa via mare e via terra 3.527 migranti. Il Paese che ha accolto il maggior numero di stranieri, finora, risulta essere la Grecia, con quasi 9.500 arrivi, seguita dalla Spagna, con oltre 5.300 arrivi, Italia, Malta, con quasi 1000 sbarchi, e Cipro, 363 sbarchi. Per quanto riguarda l’Italia, le stime ufficiali del Ministero dell’Interno riferiscono che, dall’inizio dell’anno al 30 marzo, sono sbarcati 2.794 stranieri, numero molto superiore ai 517 arrivi via mare registrati nello stesso periodo del 2019. Le prime cinque nazionalità dei migranti giunti in Italia risultano essere bangladese, algerina, ivoriana, sudanese e somala. I minori stranieri non accompagnati, invece, ammontano a circa 500.

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Chiara Gentili

di Redazione