Tensioni tra Taiwan e l’OMS: interviene anche la Cina

Pubblicato il 10 aprile 2020 alle 17:32 in Cina Taiwan

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La Cina ha accusato Taiwan di aver “velenosamente” attaccato l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), approfittando dell’attuale crisi legata al coronavirus. Taipei teme, invece, un’operazione deliberata da parte di forze straniere. 

Taiwan ha risposto alle dichiarazioni del direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, che aveva affermato di essere stato vittima di razzismo da parte della popolazione dell’isola. Taipei ha chiesto al rappresentanti di scusarsi, sostenendo che tali accuse rappresentavano una “calunnia” ed erano “estremamente irresponsabile”. Tale disputa è iniziata a seguito della pubblicazione di alcuni post razzisti su Twitter, da parte di individui che affermavano di essere taiwanesi. Il ministero della Giustizia di Taiwan, il 10 aprile, ha dichiarato che i post su Twitter che pretendono di essere di cittadini taiwanesi che si scusano con Tedros per gli insulti razzisti sono stati effettivamente pubblicati da individui situati nella Cina continentale. “C’è la preoccupazione che si tratti di un’operazione deliberata da parte di forze straniere”, ha affermato l’ufficio investigativo del Ministero.

Le relazioni tra Taipei e Pechino sono ulteriormente peggiorate nelle ultime settimane, a seguito dello scoppio del nuovo coronavirus in Cina. In tale contesto, Taiwan ha accusato Pechino di impedire all’isola di accedere alle informazioni complete fornite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), impedendogli di partecipare alle sue riunioni, in un momento di tale emergenza. Taiwan non è membro dell’OMS a causa delle obiezioni della Cina, secondo cui l’isola è semplicemente una provincia cinese i cui interessi sono adeguatamente rappresentati da Pechino. Tuttavia, in una piccola vittoria diplomatica per Taiwan, l’OMS ha affermato che gli esperti dell’isola parteciperanno a incontri online con altri medici, per discutere del virus. Il Ministero degli Esteri di Taiwan ha dichiarato, il 9 febbraio, che si tratta di un “buon inizio” e che si impegnerà a prendere parte a più eventi dell’OMS.

Tale questione si è trasformata in un problema anche nei rapporti tra Cina e Stati Uniti, con l’ambasciatore USA presso le Nazioni Unite che, durante un incontro a Ginevra, ha chiesto all’OMS di trattare direttamente con il governo di Taiwan, suscitando un forte rimprovero da parte della Cina. L’ambasciatore degli Stati Uniti a Taiwan, Brent Christensen, il 17 gennaio, durante un forum a Taipei, ha affermato che gli Stati Uniti, nel 2020, cercheranno di promuovere ulteriormente la questione di Taiwan nel mondo, cosa che l’isola ha numerose difficoltà a fare autonomamente a causa del blocco della sua partecipazione nella maggior parte delle organizzazioni internazionali. “Gli Stati Uniti e Taiwan sono membri della stessa famiglia di democrazie”, aveva aggiunto l’ambasciatore.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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