Tensioni Russia-Repubblica Ceca: Praga convoca ambasciatore russo

Pubblicato il 10 aprile 2020 alle 15:35 in Repubblica Ceca Russia

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Il ministro degli Esteri ceco, Tomas Petricek, ha convocato l’ambasciatore russo dopo che la Russia ha annunciato di aver sporto denuncia ai danni della Repubblica Ceca in seguito alla rimozione della statua del generale sovietico Ivan Konev eretta nella capitale. 

È quanto annunciato, venerdì 10 aprile, dall’emittente radiofonica di Stato ceca, Radio Prague, la quale ha specificato che, secondo Mosca, la rimozione della statua di Konev rappresenta un’offesa diplomatica e un tentativo pericoloso di riscrivere la storia. 

Nello specifico, nello scorso settembre, il consiglio municipale di Praga 6, dove si trovava la statua, aveva approvato la rimozione, avvenuta il 3 aprile, della statua del generale Ivan Konev, eretta nella capitale ceca nel 1980 per omaggiare il ruolo del generale nella guida dell’esercito sovietico nella liberazione di Praga dai nazisti nel 1945. Tuttavia, la statua è diventata nel tempo bersaglio di atti vandalici, causati dallo scontento popolare provocato dalle rivelazioni sul coinvolgimento di Konev nella successiva soppressione della rivoluzione ungherese nel 1956 e i dubbi sul ruolo svolto dal generale sovietico nella pianificazione dell’invasione della Cecoslovacchia da parte delle Forze del Patto di Varsavia nel 1968. In tale contesto, il municipio aveva disposto la rimozione della statua di Konev, il suo trasferimento presso un museo della Memoria in costruzioen e la sostituzione con un monumento dedicato alla liberazione di Praga.   

La decisione del direttore del municipio, Ondrej Kolar, esponente del partito di centrodestra Top 09, ha attirato numerose critiche e causato violente proteste nel distretto. Anche Mosca aveva indirizzato le proprie accuse contro Praga, accusata, come altri Stati dell’Europa centrale e orientale, di voler “riscrivere la storia”. In tale contesto, la famiglia di Kolar, la quale vive sotto scorta in seguito alle minacce di morte ricevute, sostiene che sia stata l’Ambasciata russa a coordinare nel corso dell’anno le proteste degli estremisti cechi di destra e di sinistra. Da parte sua, la rappresentanza diplomatica della Russia non ha commentato la vicenda.  

Tuttavia, l’effettiva rimozione della statua ha causato un ulteriore innalzamento delle tensioni e, lo scorso lunedì 6 aprile, un gruppo di estremisti mascherati ha attaccato l’ambasciata della Repubblica Ceca a Mosca, minacciando l’invio di carri armati nella capitale ceca.  Ad aver rivendicato l’attacco è stato un gruppo nazionalista bolscevico, “L’Altra Russia”, responsabile di aver lanciato bombe fumogene contro l’edificio e di aver innalzato presso i cancelli dell’Ambasciata una bandiera con la scritta “Stop al Fascismo”, criticando la “giustificazione del nazismo” da parte delle autorità ceche.  

In seguito all’attacco, il Ministero degli Esteri della Repubblica Ceca ha richiesto alla Russia di vigilare per prevenire ulteriori attacchi, soprattutto perché l’assalto si è verificato nonostante l’imposizione di un coprifuoco nella capitale russa.  

Tuttavia, la rimozione della statua di Konev ha provocato l’innalzamento delle tensioni anche internamente al Paese. A tale riguardo, il presidente ceco, Milos Zeman, ha criticato la decisione del municipio di Praga, dichiarando che la rimozione della statua non comporta l’annullamento della memoria del Paese.   

In aggiunta, sottolinea Radio Prague, lo scorso martedì 8 aprile il presidente della Russia, Vladimir Putin, aveva adottato una nuova legge secondo cui gesti come la rimozione della statua di Konev costituiscono reati perseguibili con condanne fino a 5 anni di reclusione.  

In tale contesto, il ministro della Difesa della Russia, Sergei Shoiguha chiesto al suo omologo ceco, Lubomir Metnar, di fare da mediatore, predisponendo il trasferimento della statua di Konev a Mosca, dove il generale sovietico è considerato un eroe di guerra. Da parte sua, ha rivelato il Ministero russo, Mosca è disposta a farsi carico dei costi di trasporto, qualunque sia la cifra. Tuttavia, il Ministero degli Esteri ceco ha dichiarato che spetta al sesto municipio di Praga decidere come procedere. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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