Perù: Sì a controllo dei cellulari per evitare diffusione del coronavirus

Pubblicato il 10 aprile 2020 alle 8:16 in America Latina Perù

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Il Ministero della Salute del Perù ha riferito che la posizione dei telefoni cellulari verrà utilizzata per contrastare gli assembramenti di persone ed evitare la diffusione del nuovo coronavirus.

“Il Ministero della Salute applicherà il ‘martello tecnologico’, un’operazione che consentirà di registrare, ogni ora, il numero di persone in una zona, utilizzando i ripetitori delle celle telefoniche collegate ai cellulari” – ha reso noto il ministero in un comunicato.

Per attuare questa strategia, aggiunge il governo di Lima, ci sarà la collaborazione con le compagnie telefoniche che operano nel Paese, che forniranno informazioni su assembramenti anomali alla polizia nazionale in modo che gli agenti possano intervenire nelle aree in cui viene violato il distanziamento sociale imposto per decreto dal presidente Martín Vizcarra il 16 marzo scorso.

Il ministero ha osservato che questo strumento, ancora senza una data per la sua entrata in vigore, consentirà alla polizia di non guidare le sue operazioni di controllo basate sulle proprie informazioni o su quelle ottenute dai social network o dai media.

Il “martello tecnologico” è una delle numerose misure annunciate dal governo peruviano per contrastare la diffusione del virus. Un’altra misura prevede che le prigioni del Perù non ammettano nuovi detenuti durante lo stato di emergenza sanitaria al fine di prevenire la diffusione del nuovo coronavirus. Lo ha comunicato il Primo Ministro Vicente Zeballos il 9 aprile scorso.

“È stato deciso che sebbene alcun nuovo prigioniero non sarà autorizzato nelle carceri, le persone che saranno private della libertà durante lo stato di emergenza sanitaria rimarranno nelle celle dei tribunali superiori del Paese” – ha spiegato il premier in un’intervista a Radio Nacional.

La misura è stata abilitata dopo che la morte di un detenuto da parte di COVID-19 è stata confermata l’8 aprile in una prigione nella città di Lima, ha spiegato il Primo Ministro.

Ad oggi, il Perù registra 5.256 infetti dalla malattia respiratoria sorta in Cina e 138 morti.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione