La Germania critica gli Stati Uniti nella gestione del coronavirus

Pubblicato il 10 aprile 2020 alle 20:03 in Germania USA e Canada

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Il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, ha criticato il modo in cui gli Stati Uniti hanno gestito la pandemia di coronavirus, criticando l’iniziale scetticismo rispetto alla crisi e il modello ‘America First’. 

La Cina ha adottato “misure molto autoritarie, mentre negli Stati Uniti il virus è stato minimizzato per molto tempo”, ha dichiarato Maas in un’intervista. “Questi Paesi rappresentano due estremi, nessuno dei quali può essere un modello per l’Europa”, ha affermato. La Germania è stata tra i Paesi che hanno accusato gli Stati Uniti di usare tattiche da “selvaggio West” nel presentare offerte o nel bloccare le spedizioni per forniture mediche di vitale importanza.

Maas ha riferito che sperava che gli Stati Uniti avrebbero rivalutato la gestione delle proprie relazioni internazionali alla luce della crisi del coronavirus. “Vediamo fino a che punto le azioni del governo statunitense porteranno a discussioni negli Stati Uniti sul fatto che il modello ‘America First’ funzioni davvero”, ha aggiunto, sottolineando che le politiche commerciali aggressive potrebbero aver danneggiato la capacità del Paese di procurarsi equipaggiamento protettivo utile contro il virus. Un portavoce dell’ambasciata statunitense a Berlino non è stato immediatamente in grado di rispondere a una richiesta di commento.

A livello nazionale, Trump è sotto attacco da parte di numerosi critici proprio per aver sottostimato la gravità del coronavirus, che negli Stati Uniti ha già causato il decesso di 14.000 persone, secondo i dati aggiornati al 9 aprile. Non solo, la CNN ha dettagliato ben 50 dichiarazioni false del presidente dal 2 all’8 marzo, quindi 21 altre false dichiarazioni dal 9 al 15 marzo. Di queste, 33 erano correlate al coronavirus. Secondo i critici del presidente statunitense, la Casa Bianca ha sottostimato l’entità della crisi, sopravvalutato la disponibilità di test, incolpato il suo predecessore, Barak Obama, senza basi fattuali.

Non solo, quando gli Stati Uniti avevano già registrato oltre 35.000 contagi e 495 morti, il presidente degli USA ha messo in dubbio la durata delle misure di auto-isolamento imposte dal governo statunitense, il 16 marzo, poichè temeva l’impatto economico di queste ultime. “Non possiamo permettere che la cura sia peggio del problema stesso”, aveva scritto in un post su Twitter. Trump, in tale contesto, aveva suggerito la possibilità di alleggerire le misure contro il virus, dopo soli 15 giorni, per permettere di riavviare l’economia. Tuttavia, realisticamente, tale possibilità è stata esclusa e le misure sono state rinnovate. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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