Kosovo, Kurti: prima il coronavirus, poi il governo

Pubblicato il 10 aprile 2020 alle 13:30 in Europa Kosovo

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Il premier sfiduciato del Kosovo, Albin Kurtiha dichiarato che la sua priorità al momento è fronteggiare il coronavirus e non la nomina del suo successore. 

È quanto rivelato, venerdì 10 marzo, dall’European Western Balkans, il quale ha aggiunto che secondo Kurti l’opzione migliore è lavorare per assicurare il contrasto alla pandemia e, solo una volta terminata l’emergenza, andare ad elezioni anticipate. Per tale ragione, Kurti ha criticato la scelta del presidente, Hashim Thaci, di convocare tutti i leader politici del Paese e annunciare di avere un piano per la formazione di un nuovo governo. Ciò, ha ribadito il premier sfiduciato, rappresenta una violazione della Carta Costituzionale del Kosovo. 

Tuttavia, dopo che Thaci ha chiesto al partito di KurtiVetevendosje, il nome di un nuovo potenziale premier, come previsto dalla Costituzione, il primo ministro attualmente in carica ha dichiarato che non lascerà il Capo di Stato senza una risposta, ma al tempo stesso non occorre correre. 

Lo scorso 25 marzo, il Parlamento del Kosovo aveva approvato la mozione di sfiducia nei confronti del premier, Albin Kurti. La sfiducia era stata votata a favore da 82 parlamentari, a fronte di 32 voti contrari e una astensione. Tutti i membri dell’altro partito di coalizione, LDK, promotore della sfiducia, insieme al partito democratico e alla lista della comunità serba avevano votato a favore della sfiducia.      

Secondo quanto riportato, nel corso della discussione della sfiducia era stato posto l’accento da parte del partito di Kurti in merito alla volontà dell’opposizione di proclamare lo stato di emergenza in Kosovo per proporre uno scambio territoriale con la Serbia, in seguito smentito dagli Stati Uniti. Dall’altra parte, LDK e l’opposizione hanno accusato Kurti di autoritarismo, di mancato rispetto dell’accordo di coalizione e di deterioramento delle relazioni con gli Stati Uniti.     

In particolare, Kurti è stato accusato di essere promotore di una politica anti-americana dopo che, lo scorso 21 marzo, aveva annunciato la decisione dell’esecutivo di rimuovere totalmente fino all’1 aprile i dazi sulle materie prime. Allo scadere del termine, il governo si sarebbe riunito nuovamente per votare sulla rimozione dei dazi anche sugli altri beni, il che avrebbe comportato l’adozione di misure di reciprocità con gli altri due Paesi. La rimozione di tali dazi è stato definito un primo passo nella giusta direzione, nell’ottica dell’annullamento totale delle tariffe entro il 1° aprile. Gli Stati Uniti, però, hanno criticato la decisione di Kurti, essendo promotori del completo abbandono delle tariffe che, secondo Washington, danneggiano i cittadini del Kosovo, soprattutto data l’emergenza sanitaria da coronavirus.   

Tuttavia, in linea con quanto annunciato il 21 marzo, lo scorso 1° aprile Kurti ha annunciato di aver rimosso totalmente i dazi imposti sui beni provenienti dalla Serbia e dalla Bosnia, aggiungendo però misure di reciprocità. Nello specifico, il premier sfiduciato del Kosovo ha deciso che i beni provenienti dalla Serbia siano dotati di certificazioni di qualità, come già previsto da Belgrado per i prodotti kosovari. Tale decisione è stata fortemente criticata dagli Stati Uniti. 

La rimozione dei dazi è stato, inoltre, l’argomento al centro del vertice telefonico avvenuto, venerdì 10 marzo, tra Kurti e il presidente della Francia, Emmanuel Macron, il quale ha dichiarato di sostenere la decisione del leader del governo. In aggiunta, Macron ha annunciato di voler incrementare il ruolo della Francia nella mediazione tra il Kosovo e la Serbia. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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