Iraq: il neopremier promette fatti e non parole

Pubblicato il 10 aprile 2020 alle 11:15 in Iraq Medio Oriente

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il premier designato per formare un nuovo governo in Iraq, Mustafa al-Kazemi, si è rivolto al popolo iracheno, promettendo un governo che risponda alle sue richieste ed aspirazioni.

Le dichiarazioni sono giunte nella sera del 9 aprile, dopo la nomina di al-Kazemi, capo dell’intelligence, avvenuta nella medesima giornata. In particolare, in un discorso trasmesso dalla televisione di Stato irachena, il neo primo ministro si è impegnato a formare un governo in grado di soddisfare l’Iraq attraverso fatti ed azioni concreti, e non attraverso mere parole, ed ha evidenziato la necessità per tutti di sostenere il nuovo esecutivo. Al-Kazemi ha poi affermato che Baghdad non sarà chiusa o isolata verso l’esterno e che si impegnerà a far fronte alla pandemia di coronavirus.

Il 9 aprile, il presidente iracheno, Barham Salih, ha conferito il mandato di primo ministro al capo dell’intelligence, dopo le dimissioni presentate dal ministro designato precedentemente, Adnan al-Zurufi. Al-Kazemi è il terzo ad impegnarsi nella formazione di un esecutivo che possa portare l’Iraq fuori dalla situazione di stallo politico in cui versa attualmente. In particolare, è dal 30 novembre 2019 che Baghdad si ritrova ad assistere ad un vuoto politico, a seguito delle dimissioni del premier allora in carica, Adel- Abdul Mahdi, ritiratosi dalla scena politica irachena sotto la spinta dalla forte mobilitazione popolare, che ha avuto inizio il primo ottobre. Successivamente, l’incarico è stato conferito a Mohammed Tawfiq Alawi, dimessosi il primo marzo scorso, per poi passare ad al-Zurufi e, infine ad al-Kazemi.

“Mi impegno a lavorare per formare un esecutivo che salvaguardi la sovranità del Paese, preservi i diritti, lavori per risolvere le crisi e sviluppi l’economia” sono state le prime parole del neo premier, il quale ha poi affermato che la sovranità dell’Iraq è una linea rossa che non può essere oltrepassata e la sua dignità non può essere toccata. Non da ultimo, ha affermato al-Kazemi, l’Iraq è degli iracheni e “le decisioni sono nelle mani dei suoi figli”. Il nuovo primo ministro ha continuato il suo discorso dichiarando che le armi sono una prerogativa dello Stato e, pertanto, le forze di sicurezza dell’esercito, della polizia, delle Forze di Mobilitazione Popolare e dei Peshmerga dovranno limitare le armi attraverso misure decisive. Infine, al-Kazemi si è impegnato a contrastare la corruzione, a volgere lo sguardo alla questione degli sfollati e a costruire relazioni di successo con gli altri Paesi, basate sulla cooperazione e l’equilibrio.

Mustafa Al-Kazemi, nato a Baghdad nel 1967, ha lasciato l’Iraq nel 1985 ed ha sostato in diversi Paesi europei durante la sua membership ai gruppi di opposizione al regime di Saddam Hussein, prima di assumere la direzione dei servizi di intelligence nel 2016, durante il mandato dell’ex primo ministro, Haider al-Abadi. È il premier più giovane dall’istituzione dello Stato iracheno. A detta di alcune fonti, dopo l’occupazione americana in Iraq nel 2003, al-Kazemi ha lavorato come caporedattore di una rivista settimanale di proprietà del presidente Salih e come scrittore per il sito statunitense “Monitor”, concentrandosi perlopiù su tematiche legate alla pace sociale in Iraq.

Come evidenziato da alcuni analisti, al-Kazemi non ha proposto un governo di “tecnocrati” e indipendenti, diversamente dai premier designati in precedenza, ma un esecutivo a servizio del popolo. Ciò significa che vi potrebbe essere il ritorno di ministri e personalità del panorama politico precedente. Sin dal primo ottobre 2019, la popolazione irachena ha, in realtà, protestato contro la classe politica allora al potere, chiedendo le dimissioni del governo, del Parlamento e del capo di Stato. A tale richiesta si è poi aggiunta quella relativa ad elezioni anticipate sotto l’egida delle Nazioni Unite, una nuova legge elettorale e l’istituzione di un tribunale speciale per i casi di corruzione, che porti davanti alla giustizia responsabili e imputati dal 2003 ad oggi, sul modello del tribunale del precedente regime. Il popolo ha da sempre evidenziato, oltre al malfunzionamento di governo e servizi, anche la disoccupazione, in particolare giovanile.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano in Italia interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.