Afghanistan: dipendenti della Banca Centrale assassinati

Pubblicato il 10 aprile 2020 alle 18:31 in Afghanistan Asia

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In un attacco che si è verificato il 9 aprile, 5 dipendenti della Banca Centrale Afghana sono stati rapiti e uccisi, nella provincia occidentale di Herat. La polizia provinciale presume che l’assalto sia stato effettuato dai talebani, ma il gruppo non ha commentato. 

L’attacco è avvenuto nella serata del 9 aprile, quando gli impiegati si stavano dirigendo dal distretto di Kuhsan, situato a Herat, al centro della provincia, per tornare a casa. Tali informazioni, riportate dal quotidiano locale, ToloNews, sono state riferite dal portavoce della polizia provinciale, Abdul Ahad Walizada. L’uomo ha dichiarato che i dipendenti non avevano coordinato i loro spostamenti con le agenzie di sicurezza. Tariq Aryan, portavoce del Ministero degli Interni, ha confermato l’incidente e ha dichiarato che “i talebani erano responsabili”. Tuttavia, il gruppo militante islamista non ha commentato tale assalto. 

Da decenni, l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica. In seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996. A seguito dell’invasione USA del 2001 e dell’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. Con una serie di attacchi alle attuali istituzioni afghane, le milizie talebane tentano di riprendere il controllo del governo. Gli Stati Uniti avevano iniziato a ritirare le loro truppe dall’Afghanistan, il 10 marzo, a seguito dello storico accordo tra talebani e rappresentanti statunitensi firmato a Doha, in Qatar, il 29 febbraio.

Tuttavia, le violenze e le divisioni nel Paese rimangono all’ordine del giorno. Nonostante l’accordo, durante il mese di marzo, l’Afghanistan ha registrato una crescente violenza in almeno 15 province, secondo quanto hanno riferito i funzionari governativi di Kabul, il 30 marzo. Gli ultimi attacchi si sono verificati a Takhar, nel Nord-Est, e a Zabul, nel Sud. Entrambi hanno causato vittime tra le forze di sicurezza afghane e sono stati causati, secondo il quotidiano locale Tolo News, dai talebani. L’assalto a Takhar era stato condotto nella residenza del capo della polizia ad interim del distretto di Khwaja Ghar. Quest’ultimo aveva riportato ferite, ma non era tra i deceduti.

Inoltre, almeno 6 soldati erano stati uccisi in un attacco talebano nella provincia meridionale di Zabul la notte tra il 29 e il 30 marzo, secondo quanto aveva dichiarato il Ministero della Difesa in una nota. I militanti avevano assalito le forze di sicurezza nel distretto di Arghandab, secondo quanto afferma una dichiarazione. Questa aggiungeva che “i talebani” erano stati respinti dalle forze di sicurezza, ma sfortunatamente 6 soldati avevano perso la vita. Il quotidiano afghano riferiva, inoltre, che una fonte di sicurezza a Zabul aveva comunicato che i soldati deceduti sarebbero stati almeno 9 e che i talebani erano stati aiutati da un membro della squadra di sicurezza, che si è poi unito a loro. Tuttavia, il gruppo militante islamista afghano non ha commentato neppure tali assalti.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione