Kosovo-Serbia: Kurti è disponibile ad avviare il dialogo

Pubblicato il 9 aprile 2020 alle 17:14 in Kosovo Serbia

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In una lettera di risposta al rappresentante speciale dell’UE per il dialogo tra il Kosovo e la Serbia, Miroslav Lajacak, il premier sfiduciato di Pristina, Albin Kurti, ha ribadito il proprio impegno a normalizzare le relazioni con Pristina. 

È quanto rivelato, giovedì 9 aprile, da Radio Free Europe, il quale ha altresì specificato che la lettera è stata inviata il giorno precedente. 

Nello specifico, Kurti ha dichiarato di essere pronto a riprendere il dialogo con la Serbia, ma di essere anche consapevole che un eventuale accordo debba includere un pacchetto di misure politiche, economiche e finanziarie che accelerino la convergenza degli standard di vita di entrambi i Paesi, nell’ottica della loro integrazione nell’UE. 

Tuttavia, Kurti ha altresì specificato di non essere disposto a mettere in discussione questioni riguardanti la sovranità di entrambi, la rispettiva integrità territoriale e i propri affari interni. 

In aggiunta, il premier sfiduciato ha ribadito di ritenere che un eventuale accordo di normalizzazione dei rapporti con la Serbia necessiti del supporto e delle garanzie sia dell’UE sia degli Stati Uniti. 

Tali parole sono giunte in risposta alla lettera che Lajcak aveva inviato a Kurti, al quale il nuovo rappresentante dell’UE aveva comunicato che l’emergenza da coronavirus non ostacolerà il suo impegno nella normalizzazione delle relazioni tra i due Paesi balcanici.   

Nello specifico, il nuovo rappresentante dell’UE aveva rivelato di aver accolto con favore la decisione di Kurti di rimuovere del tutto i dazi imposti sui beni provenienti dalla Serbia, dato che ciò, secondo Lajcak, è la prima vera dimostrazione della volontà del premier kosovaro di riprendere il dialogo con la controparte serba.  

In tale contesto, il nuovo rappresentante inviato da Bruxelles aveva dichiarato di aspettarsi che sia il Kosovo sia la Serbia rinnovino il proprio impegno nella normalizzazione delle proprie relazioni con la stessa determinazione dimostrata in precedenza. Il ripristino del dialogo, aveva specificato Lajcak, è importante per il bene di entrambi i popoli, ma un vero risultato dipende soltanto dalla volontà politica di entrambe le parti.  

Le relazioni tra Pristina e Belgrado sono in stallo dal 21 novembre 2018, quando il Kosovo ha imposto dazi al 100% sui beni provenienti dalla Serbia e dalla Bosnia. Il giorno precedente, vi era stata la votazione sull’ingresso del Kosovo nell’Interpol, ostacolata dalla Serbia, accusata di aver condotto propaganda negativa contro Pristina. Da parte sua, la Serbia ritiene che le tariffe al 100% imposte dal Kosovo violino gli accordi regionali in merito alla libertà di movimento e di scambio, motivo per cui, come dichiarato dal presidente di Belgrado, Aleksandar Vucic, il dialogo tra i due Paesi non potrà riprendere prima del ritiro dei dazi da parte di Pristina.     

Lo scorso 21 marzo, Kurti aveva annunciato la decisione dell’esecutivo di rimuovere totalmente fino all’1 aprile i dazi sulle materie prime. Allo scadere del termine, Kurti ha annunciato la rimozione dei dazi anche sugli altri beni, ma ha introdotto misure di reciprocità con gli altri due Paesi.  Nello specifico, il premier sfiduciato del Kosovo ha deciso che i beni provenienti dalla Serbia siano dotati di certificazioni di qualità per oltrepassare la dogana, come già previsto da Belgrado per i prodotti kosovari.   

In particolare, per quanto riguarda le relazioni tra il Kosovo e la Serbia, il mandato di Lajcak è finalizzato a ottenere la sigla di un accordo legalmente vincolante che abbia come oggetto tutte le questioni irrisolte tra i due Paesi. In aggiunta, il ministro slovacco si dovrà assicurare che entrambi gli Stati rispettino gli accordi precedentemente siglati con la facilitazione dell’UE.   

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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