Grecia: la Turchia vuole portare avanti i suoi piani nell’Egeo

Pubblicato il 9 aprile 2020 alle 13:24 in Grecia Turchia

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Fonti locali della Grecia, rivela Ekathimerini, hanno riportato le dichiarazioni del ministro della Difesa turco, Hulusi Akar, secondo il quale Ankara procederà con i suoi programmi di esplorazione energetica nell’Egeo, nel Mediterraneo orientale e nelle acque a largo di Cipro. 

Tuttavia, aggiunge EkathimeriniAkar ha dichiarato che è intenzione della Turchia mantenere relazioni di buon vicinato con la Grecia, sebbene il ministro sia consapevole dell’impossibilità di raggiungere un compromesso senza ledere i diritti e gli interessi di Ankara. 

Nel frattempo, il quotidiano di Atene ha rivelato, giovedì 9 aprile, che nella giornata di mercoledì si sono verificate nuove intromissioni non autorizzate nello spazio aereo della Grecia da parte della Turchia. Nello specifico, secondo il capo di Stato maggiore della Difesa ellenica, due F-16 turchi hanno sorvolato l’isolotto di Ro a 31.000 piedi alle 16:20 dell’8 aprile e, cinque minuti dopo, alla stessa altitudine, hanno sorvolato Stronglyi. 

Le isole del Mar Egeo sono nuovamente oggetto di discussione tra Grecia e Turchia a partire dallo scorso 16 gennaioquando due caccia F-16 turchi avevano sorvolato l’isolotto greco di Kinaros. Poche ore prima, il ministro degli Esteri della Turchia, Mevlut Cavusogluaveva messo in dubbio la sovranità della Grecia su alcune isole dell’Egeo. Ankara aveva così chiesto l’avvio di un processo di dialogo per discutere della sovranità sulle isole, ma la Grecia aveva risposto che lo status giuridico del Mar Egeo e delle isole che ne fanno parte risulta disciplinato da trattati internazionalimotivo per cui “non vi è spazio per le dispute”. 

Successivamente, peròAkar aveva richiesto alla Grecia di demilitarizzare 16 isole dell’Egeonei pressi delle coste turcheritenute illecitamente armate, e da quel momento sono continuati i voli non autorizzati degli aerei caccia F-16 turchi all’interno dello spazio aereo ellenico, in corrispondenza delle isole dell’EgeoTali sorvoli hanno finora riguardato LissoArkioiOinouses, Panagia, Farmaco, GaidaroMakronissosAnthropofagousChios e Fournoi. 

Le intromissioni della Turchia nello spazio aereo della Greciasostiene Ekathimerinisono da intendersi come una “indicazione della determinazione di Ankara di innalzare il clima di tensione con Atene, in crescita da dopo che il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, aveva, lo scorso 27 febbraiodeciso di aprire la propria frontiera con l’Europa, a causa del mancato sostegno percepito sul fronte sirianoGià all’indomani dell’apertura delle frontiere, circa 300 migranti siriani, iracheni e iraniani si erano recati presso il confine con la Grecia nella provincia turca di Edirne nella sola mattina del 28 febbraio. Atene, in rispostaaveva immediatamente chiuso il punto di attraversamento della frontiera terrestre di Kastanies Evrosimpedendo ai migranti di entrare nel Paese.      

A tale riguardo, il ministro degli Affari Esteri della Grecia, Nikos Dendias, aveva dichiarato, il 30 marzo, di ritenere che la Turchia abbia utilizzato gli esseri umani come pedine del proprio ricatto nei confronti dell’Europa, dato che migliaia di rifugiati sono stati incoraggiati dalla stessa Turchia a partire verso la Grecia, in seguito all’apertura dei confini da parte di Ankara.  

La decisione di Ankara di aprire le frontiere non è considerata spontanea dai vertici della Grecia. Al contrario, Dendias sostiene che si sia trattato di un “attacco pianificato contro la Grecia e contro l’Europa”. Per amplificare la risonanza di quanto deciso, aveva aggiunto il ministro di Atene, Ankara ha disseminato notizie in merito all’utilizzo di armi da fuoco da parte della Grecia contro i migranti, alcuni dei quali avrebbero anche perso la vita. Tali affermazioni sono state più volte smentite da Atene, che le ha definite “delle scandalose fake news”.  

Per quanto riguarda i diritti minerari nel Mar Egeo, in aggiunta, le relazioni tra i due Paesi si sono inasprite ulteriormente dopo che, lo scorso 27 novembre, Ankara aveva siglato con Tripoli un accordo sulla definizione dei confini marittimi tra Libia e Turchia. Il memorandum, sottolinea Reuters, definisce i confini marittimi anche nei pressi dell’isola greca di Creta. Tale isola, a detta di Ankara, non dispone di piattaforma continentale, ma solo di acque territoriali, motivo per cui è stato possibile definire i confini delle acque intorno a Creta. La Grecia, invece, da parte sua, considera l’accordo siglato tra Libia e Turchia una “palese violazione del diritto internazionale”. 

In aggiunta, il tema delle risorse minerarie nel Mediterraneo orientale chiama anche in causa le trivellazioni condotte da Ankara a largo delle coste di Cipro, oggetto di numerose contestazioni da parte della comunità internazionale sin dallo scorso 3 maggio, quando Ankara aveva inviato la nave Fatih a largo delle coste di Pafo, ad Ovest di Cipro. Il 2 giugno, la Turchia aveva inviato una seconda nave da perforazione,  la Yavuz, all’interno di un’altra area al centro di una disputa territoriale tra Turchia e Cipro. Lo scorso 18 settembre, la Yavuz aveva abbandonato le acque a largo di Cipro per far rifornimento al porto turco di Tasucu, nella provincia di Mersin, nell’area meridionale della Turchia, ma era tornata attiva lo scorso 5 ottobre. Stando alle ultime rivelazioni, la Yavuz si trova attualmente nei pressi del blocco 8, un’area situata a Sud di Cipro, le cui licenze di esplorazione erano già state affidate a compagnie petrolifere italiane e francesi.  

Da parte sua, il portavoce del Ministero degli Esteri della Turchia, Hami Aksoy, ha dichiarato che le attività condotte da Ankara intendono tutelare gli interessi dei turco-ciprioti e che, per tale ragione, la Turchia continuerà le proprie esplorazioni energetiche fino a quando questi non saranno garantiti.  

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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