Gran Bretagna: il giorno più letale dall’inizio della pandemia

Pubblicato il 9 aprile 2020 alle 20:09 in Europa UK

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Un medico britannico che aveva avvertito il primo ministro del Regno Unito, Boris Johnson, che gli operatori sanitari in prima linea non avevano abbastanza dispositivi di protezione individuale è deceduto a causa del coronavirus, nel giorno più letale per il Paese, dall’inizio della pandemia. 

Abdul Mabud Chowdhury, 53 anni, consulente nel Dipartimento di Urologia dell’ospedale Queen Elizabeth di Romford, ha lavorato per il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) per oltre 20 anni, dopo essere emigrato dal Bangladesh. È morto l’8 aprile, all’età di 53 anni, dopo aver trascorso 15 giorni in ospedale. L’uomo aveva sollecitato Johnson a fornire ai lavoratori del SSN attrezzature protettive adeguate: “Siamo anche esseri umani che conservano il proprio diritto, come gli altri, di vivere in un mondo libero dalla malattia con le nostre famiglie e bambini”, aveva scritto in un post su Facebook indirizzato al premier.

Intanto, il Boris Johnson continua ad essere ricoverato in terapia intensiva, ma le sue condizioni stanno migliorando. Il premier, 55 anni, dopo non essere riuscito ad abbassare la febbre alta per più di una settimana, è stato ricoverato all’ospedale di Guy e St Thomas, nel centro di Londra, e trasferito in terapia intensiva, la sera del 6 aprile. “Le cose stanno migliorando per lui”, ha affermato il suo segretario alla Cultura, Oliver Dowden, il 9 aprile. “È stabile, sta migliorando, si è seduto e ha parlato con il personale medico”, ha aggiunto. Il portavoce di Johnson, in seguito, ha riferito ai giornalisti: “Il primo ministro ha passato una buona notte e continua a migliorare in terapia intensiva ed è di buon umore”.

Tuttavia, la situazione per molti rimane grave e il Regno Unito registra il suo giorno più mortale dall’inizio dell’epidemia. I decessi totali negli ospedali nel Regno Unito per COVID-19 sono aumentati di 938 e hanno raggiunto i 7.097 morti. Secondo quanto hanno riferito i funzionari della sanità, l’8 aprile, e il numero di casi è salito a 60.733. Finora, gli ospedali sono stati posti sotto grande stress ma non sopraffatti, secondo il governo. Tuttavia, alcuni medici affermano che stanno lottando e non hanno ancora ricevuto adeguate forniture di dispositivi di protezione individuale. “Stiamo ancora, nel complesso, indossando la stessa attrezzatura che avevamo alcune settimane fa”, ha dichiarato il dottor Nishant Joshi, un medico di emergenza che lavora in un ospedale a Nord di Londra. Nel frattempo, il governo di Johnson sta valutando di imporre una chiusura più rigorosa nel Paese. 

Il Regno Unito sta entrando in quella che gli scienziati sostengono che sia la fase più letale dell’epidemia, con le morti che dovrebbero continuare a salire durante il fine settimana di Pasqua. L’ultima riunione del governo per la risposta alle emergenze, nota come COBR, discuterà il 9 aprile come gestire una revisione delle misure di blocco. I ministri dovrebbero, intanto, estendere le misure di distanziamento sociale già adottate volte a limitare la diffusione dell’infezione. Il vicepresidente designato di Johnson, il segretario agli Affari Esteri, Dominic Raab, presiederà l’incontro, ma durante la riunione non verrà presa alcuna decisione definitiva. Il sindaco di Londra e il governo gallese hanno confermato che il blocco sarebbe rimasto in vigore.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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