Europa verso un accordo: la Germania assicura solidarietà all’Italia

Pubblicato il 9 aprile 2020 alle 20:46 in Europa Germania

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Migliorano le prospettive di un accordo in Unione Europea su un pacchetto per sostenere le economie maggiormente colpite dal coronavirus. La Germania è intervenuta per ammorbidire la posizione dei Paesi Bassi e per rassicurare l’Italia che l’UE avrebbe mostrato solidarietà.

In precedenza, il primo ministro italiano, Giuseppe Conte, aveva affermato che l’esistenza stessa dell’UE sarebbe stata minacciata se questa non si fosse riuscita ad unire per combattere la pandemia, a seguito delle persistenti obiezioni dei Paesi Bassi alle misure di supporto economico. I 27 Stati membri dell’UE hanno fallito nel mostrare solidarietà alle Nazioni maggiormente colpite da questa pandemia, discutendo non solo di questioni economiche, ma anche sulle restrizioni alla frontiera e sui divieti di esportazioni mediche.

Tuttavia, il 9 marzo, la Germania ha voluto imporsi per garantire la solidarietà. “Sembra che sia possibile un accordo”, ha dichiarato il ministro delle Finanze tedesco, Olaf Scholz, affermando che i Paesi Bassi avevano ammorbidito la propria posizione e avevano rinunciato all’imposizione di condizioni finanziarie rigide per accedere ai fondi d’emergenza. “Stiamo cercando di fare il massimo per contribuire a portare a buona fine i negoziati”, ha dichiarato il primo ministro olandese, Mark Rutte, ai giornalisti dell’Aia, poco prima che i ministri delle Finanze europei si incontrassero in una videoconferenza, il 9 aprile. La cancelliera tedesca, Angela Merkel, aveva precedentemente parlato al telefono sia con Rutte, sia con Conte.

La Merkel ha riferito che lei e Conte erano d’accordo sull’esigenza urgente di solidarietà in Europa, oggi che il Continente sta attraversando le sue ore più difficili. “E la Germania è pronta per questa solidarietà e ci si impegna. Il benessere della Germania dipende dal benessere dell’Europa”, ha affermato la cancelliera. La Merkel ha chiarito che Berlino non accetterà di emettere debito congiunto, i cosiddetti “coronabond” o “Eurobond”, qualcosa che Italia, Francia e Spagna avevano sperato. Tuttavia, la cancelliera ha affermato che altre opzioni finanziarie erano possibili. Alcuni funzionari riferito che la Merkel ha chiesto a Rutte di smettere di bloccare l’accordo, inteso a fornire una rete di sicurezza a governi, aziende e individui contro la profonda recessione che la pandemia dovrebbe causare quest’anno.

I ministri delle Finanze europei hanno ripreso le discussioni alle 19 di giovedì 9 aprile, proprio per affrontare questi temi. Il ministro olandese, Wopke Hoekstra, ha affermato che alcune delle questioni tecniche più controverse devono ancora essere approvate dai leader nazionali. Il pacchetto in discussione porterebbe la risposta fiscale totale dell’UE all’epidemia a 3,2 trilioni di euro. Ma alcuni rappresentanti hanno messo in luce profonde divisioni nel condividere l’onere finanziario della crisi, evocando le aspre controversie e la sfiducia dovuta alla crisi del debito sovrano del 2010-2012. Il problema è concordare le condizioni alle quali i governi della zona Euro potrebbero accedere a crediti a basso costo dal fondo di salvataggio, il cosiddetto Meccanismo Europeo di Stabilità (MES). L’Italia e la maggior parte degli altri Paesi prediligono condizioni poco onerose, ma i Paesi Bassi vogliono regole più severe che includano criteri economici specifici per ogni Stato. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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