Ecuador: Correa condannato a 8 anni di carcere

Pubblicato il 9 aprile 2020 alle 6:27 in America Latina Ecuador

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La giustizia ecuadoriana ha emesso una condanna a otto anni di carcere per l’ex presidente Rafael Correa, riconosciuto colpevole di guidare un’organizzazione a delinquere che ha chiesto tangenti agli appaltatori per finanziare campagne elettorali tra il 2012 e il 2016.

Un tribunale di prima istanza della Corte nazionale di giustizia del Paese sudamericano ha emesso la sentenza contro Correa il 7 aprile. La difesa difesa dell’ex presidente può ora fare ricorso in appello. Lo stesso tribunale gestisce altre indagini penali su Correa per diversi reati, tra cui la gestione del debito estero del Paese.

La procura ecuadoriana aveva richiesto la pena massima per Rafael Correa e altre 21 persone, tra cui il suo vice Jorge Glas, già in carcere, ex funzionari dei suoi governi (2007-17) e uomini d’affari legati al sistema degli appalti pubblici.

Il tribunale ha indicato che la vittima del crimine è lo Stato e che, dopo le indagini, ritiene che la parte oggettiva del crimine sia completa e dimostrata. In altre parole, la Procura dell’Ecuador “ha dimostrato l’esistenza di una struttura di corruzione”. Il giudice Iván León ha affermato che è stato verificato che i pagamenti effettuati alla struttura sono stati riportati al livello gerarchico superiore, vale a dire all’ex presidente Correa e al suo vice, Jorge Glas.

“Così tanti soldi non possono essere facilmente nascosti, tanto meno se sono stati gestiti da un commercialista. Questa corte ritiene che, in effetti, Rafael Correa fosse a conoscenza dei fondi indebiti per finanziare il suo movimento politico” – si legge nella sentenza.

Correa, che attualmente risiede in Belgio, ha negato ogni accusa e ha affermato che si tratta di una persecuzione politica orchestrata dal suo successore, Lenín Moreno, che egli stesso ha sostenuto durante la campagna elettorale del 2017 e che poi ha rotto con la “rivoluzione civica” e il “socialismo del XXI secolo” di Correa. “È assurdo – ha affermato l’ex presidente – con il Paese pieno di cadaveri per le strade, il governo si preoccupa di non far partecipare me alle prossime elezioni”. Il leader socialista fa riferimento al caso di Guayaquil, la più grande città del Paese, diventata epicentro del principale focolaio di Covid-19 in America Latina tanto da essere soprannominata “la Wuhan latinoamericana”, dove i cadaveri vengono sepolti con grande ritardo per l’impossibilità delle autorità locali di far fronte al numero di sepolture necessarie.

Non è stato reso noto se la giustizia ecuadoriana chiederà al Belgio di estradare l’ex presidente per scontare la pena.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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