Africa subsahariana: Banca Mondiale ipotizza recessione causa coronavirus

Pubblicato il 9 aprile 2020 alle 17:46 in Africa

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La rapida esplosione dell’epidemia di coronavirus nel continente africano rischia di spingere l’Africa subsahariana nella recessione, per la prima volta in 25 anni. Queste le stime della Banca Mondiale che, in un report pubblicato giovedì 9 aprile, ha ipotizzato che l’economia della regione possa contrarsi di una percentuale che va dal 2.1% al 5.1%. Considerando che lo scorso anno la crescita è stata del 2.4% e che il coronavirus potrebbe comportare perdite per la produzione tra i 37 e i 79 miliardi di dollari, l’Africa subsahariana rischia seriamente di entrare in recessione.

L’intero continente ha attualmente più di 11.000 casi confermati di COVID-19, 562 morti e 1.149 recuperi, secondo un conteggio basato sulle dichiarazioni dei governi e sui e dati dell’OMS. “La pandemia sta testando i limiti delle società e delle economie di tutto il mondo e i Paesi africani saranno probabilmente colpiti in modo particolarmente duro”, ha dichiarato Hafez Ghanem, vicepresidente della Banca mondiale per l’Africa. La Banca e il Fondo monetario internazionale stanno intervenendo per fornire con tempestività fondi di emergenza agli Stati africani e non solo in modo da renderli capaci di combattere il virus e mitigare l’impatto sull’economia.

Il coronavirus ha già portato alla sospensione dei viaggi internazionali e ha colpito settori di grande rilevanza, come il turismo. Vari governi africani hanno annunciato blocchi o introdotto coprifuochi per rispondere all’epidemia ed evitare i contagi, che stanno crescendo esponenzialmente, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità. La crescita, secondo le previsioni, subirà un netto calo soprattutto nelle tre maggiori economie della regione, ovvero Nigeria, Angola e Sudafrica. Anche i Paesi esportatori di petrolio saranno duramente colpiti. La crescita probabilmente è destinata a indebolirsi anche nell’Unione economica e monetaria dell’Africa occidentale e nella Comunità dell’Africa orientale a causa della debole domanda estera, delle interruzioni nelle catene di approvvigionamento e della riduzione della produzione interna.

La Banca ha affermato che l’epidemia di coronavirus potrebbe portare anche a una crisi della sicurezza alimentare nel continente, con previsioni di contrazione della produzione agricola tra il 2,6% e il 7% in caso di blocchi commerciali. “Le importazioni di alimenti diminuiranno sostanzialmente a causa di una combinazione di costi di transazione maggiori e di riduzione della domanda interna”, ha dichiarato la Banca in un comunicato che accompagna il rapporto. Le istituzioni internazionali hanno anche invitato la Cina, gli Stati Uniti e gli altri creditori ad accettare la sospensione temporanea dei pagamenti del debito da parte dei Paesi più poveri in modo che possano utilizzare le risorse per arrestare la diffusione della malattia e mitigarne l’impatto finanziario.

“Ci sarà bisogno di una riduzione del debito da parte dei creditori bilaterali per garantire con urgenza le risorse necessarie per combattere il COVID-19 e per aiutare a gestire la stabilità macroeconomica nella regione”, ha affermato Cesar Calderon, economista di spicco della Banca e principale autore del rapporto. La Banca mondiale ha poi sottolineato che i politici africani dovrebbero concentrarsi sul salvataggio delle vite e sulla protezione dei mezzi di sussistenza spendendo il denaro per rafforzare i sistemi sanitari e intraprendendo azioni rapide per ridurre al minimo le interruzioni nelle catene di approvvigionamento alimentare. Ha infine raccomandato programmi di protezione sociale, tra cui trasferimenti di denaro, distribuzione di generi alimentari ed esenzioni dalle tasse, per sostenere i cittadini, in particolare quelli che lavorano nel settore informale.

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Chiara Gentili

di Redazione

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