Afghanistan: il governo annuncia la liberazione di altri 100 talebani

Pubblicato il 9 aprile 2020 alle 12:52 in Afghanistan Asia

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Un portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale afghano ha dichiarato che altri 100 prigionieri talebani verranno rilasciati dal governo, il 9 aprile. Si tratta di un ulteriore passo avanti verso i negoziati intra-afghani. 

Anche questi detenuti saranno liberati in base alle loro condizioni di salute, età e durata della pena rimanente, come parte degli “sforzi per la pace e il contenimento del COVID-19”, secondo quanto ha reso noto il portavoce, Javid Faisal. Dopo settimane di ritardi, il governo afghano ha effettuato la prima liberazione di 100 prigionieri talebani, l’8 aprile. L’ufficio del Consiglio di Sicurezza Nazionale, ha reso noto in una dichiarazione che il rilascio non era altro che l’adempimento delle istruzioni contenute in un decreto del presidente, Ashraf Ghani.

“In base al decreto del presidente Ghani dell’11 marzo, il governo della Repubblica Islamica dell’Afghanistan ha rilasciato 100 prigionieri talebani in base alle loro condizioni di salute, età e durata della pena rimanente come parte dei nostri sforzi per la pace e il contenimento di COVID-19”, si legge nella dichiarazione. “I 100 prigionieri erano nella lista più ampia che il gruppo tecnico talebano ha condiviso e discusso durante gli incontri con i negoziatori della Repubblica Islamica dell’Afghanistan a Kabul”, continua il documento pubblico noto dall’Ufficio del Consiglio di Sicurezza Nazionale.

I rilasci dei militanti islamisti detenuti sono iniziati il giorno dopo che i talebani avevano minacciato di ritirarsi dai negoziati con il governo afghano. A tale proposito, Waheed Omar, un alto consigliere del presidente Ghani, aveva sottolineato che tale tipo di scambio prevedeva un processo che richiedeva tempo e non c’era bisogno di andare nel panico. Il consigliere aveva poi ribadito che il governo afghano rimane impegnato nello scambio di prigionieri con i talebani, ma questo necessitava di buone intenzioni da entrambe le parti, in merito alla questione.

Il governo di Kabul doveva avviare il processo di rilascio di 100 prigionieri talebani, in cambio di 20 membri delle forze di sicurezza governative, il 2 aprile. Si trattava del primo passo verso la liberazione di 6.000 individui detenuti dal governo afghano e dal gruppo ribelle, al fine di rafforzare la fiducia tra le due parti, per avviare i colloqui di pace. Tale scambio era stato concordato in uno storico accordo di pace firmato il 29 febbraio tra Stati Uniti e talebani, in Qatar, a seguito di numerosi incontri e sforzi diplomatici. Tale intesa doveva rappresentare un momento di svolta per il Paese che rimane, tuttavia, sconvolto dalle divisioni e dalle violenze. I talebani continuano a rivendicare il diritto di attaccare le forze di sicurezza afghane e, in aggiunta, lo Stato Islamico nella provincia del Khorasan rimane attivo e letale nella regione. 

Da decenni, l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità. In seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996. A seguito dell’invasione USA del 2001 e dell’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. Con una serie di attacchi alle attuali istituzioni afghane, le milizie talebane tentano di riprendere il controllo del governo. Gli Stati Uniti avevano iniziato a ritirare le loro truppe dall’Afghanistan, il 10 marzo, a seguito dello storico accordo tra talebani e rappresentanti statunitensi. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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