Nigeria: fondo speciale per la lotta al coronavirus

Pubblicato il 8 aprile 2020 alle 9:35 in Africa Nigeria

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La Nigeria ha in programma di creare un fondo da 1,39 miliardi di dollari per rafforzare le sue strutture sanitarie e combattere il coronavirus. Il ministro delle Finanze, Zainab Ahmed, il portavoce della Camera dei rappresentanti, Femi Gbajabiamila, e il presidente del Senato Ahmad Lawan hanno concordato in una riunione congiunta che il fondo di intervento per la crisi preleverà il contante attraverso prestiti da vari conti pubblici speciali e otterrà il resto da sovvenzioni e prestiti da parte di istituzioni multilaterali. “Questo fondo di intervento deve essere utilizzato per migliorare le strutture sanitarie”, ha affermato Ahmed in una dichiarazione resa nota lunedì 6 aprile.

La Nigeria, che è la più grande nazione del continente africano, ha confermato 204 caso ufficiali di coronavirus e 4 morti. Lo stato di Lagos, il vicino stato di Ogun e il territorio della capitale, Abuja, sono in uno stato di lockdown della durata di due settimane, a partire da lunedì.

Il Fondo Monetario Internazionale sta mettendo a disposizione 50 miliardi di dollari provenienti dai suoi strumenti di finanziamento di emergenza e circa 80 Paesi hanno già chiesto aiuto, di cui 20 in Africa. La Banca mondiale, da parte sua, ha approvato un pacchetto di risposta COVID-19 da 14 miliardi di dollari. La scorsa settimana, la Banca centrale della Nigeria ha lanciato un invito per raccogliere denaro dal settore privato per la fornitura di attrezzature e infrastrutture volte a combattere la pandemia.

L’unico problema è che il fondo proposto da governo e Parlamento per migliorare le infrastrutture sanitarie richiederebbe l’approvazione dell’Assemblea nazionale per prendere in prestito i soldi da conti speciali e Lawan ha affermato che l’organo è in una pausa di due settimane. Tuttavia, ha assicurato il ministro, l’Assemblea avrebbe lavorato ugualmente per garantire l’approvazione di una legge che abiliti il piano di indebitamento. “Quando è necessario incontrarci o intraprendere azioni legislative per garantire che il governo risponda in modo adeguato alle questioni di sviluppo e alle sfide nel Paese, noi lo faremo”, ha sottolineato Lawan.

Gli esperti sanitari sono preoccupati per la potenziale esplosione di un focolaio in uno dei più popolosi Paesi del continente africano, che conta circa 200 milioni di abitanti e un sistema sanitario pubblico mal equipaggiato. L’epidemia globale di coronavirus ha già messo da diversi mesi in difficoltà l’economia nigeriana, fortemente dipendente da quella cinese, dove è iniziata la pandemia. Anche in seguito all’abbassamento del costo del petrolio dovuto alla guerra dei prezzi tra Arabia Saudita e Russia, la Nigeria, a inizio marzo, ha svalutato la moneta nazionale e ha annunciato un taglio del budget annuale di 4,9 miliardi di dollari. 

Se i presidenti africani hanno avviato misure rigorose per cercare di impedirne la diffusione, la popolazione civile sembra ancora ignara della reale portata del fenomeno. “Questo è il pericolo di cui sono preoccupato. Non vogliamo ripetere ciò che è accaduto in Cina”, ha dichiarato Oyewale Tomori, professore di virologia ed ex presidente dell’Accademia di Scienze nigeriana.

Ciò che spaventa di più è inoltre l’inadeguatezza dei sistemi sanitari, la povertà diffusa, la porosità dei confini e l’insicurezza legata alla presenza di gruppi ribelli e organizzazioni terroristiche. Tutti insieme, questi fattori rischiano di aumentare notevolmente le possibilità di contagio e di aggravare la situazione di emergenza qualora il virus dovesse diffondersi in maniera incontrollata sull’intero continente. Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, l’Africa risulta mal equipaggiata per affrontare la minaccia e i governi devono cercare di fare di più per aumentare i controlli e identificare rapidamente i casi sospetti. La maggior parte dei sistemi sanitari risulta obsoleta e priva delle strutture necessarie a gestire casi di pandemia influenzale.

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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