Il Libano alla ricerca di un piano di salvataggio, mentre i detenuti si ribellano

Pubblicato il 8 aprile 2020 alle 11:19 in Libano Medio Oriente

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il governo libanese ha affermato di aver quasi terminato l’elaborazione di un piano di salvataggio volto a risanare il complesso quadro economico. Nel frattempo, i detenuti di alcune prigioni continuano a protestare contro il sovraffollamento e i rischi legati alla pandemia di coronavirus.

Come specificato dal quotidiano Asharq al-Awsat, l’obiettivo dell’esecutivo di Beirut è creare un piano che possa ripristinare la fiducia della popolazione nel governo e degli investitori esteri nell’economia, con il fine ultimo di ridurre il debito pubblico e riportare il Paese verso un percorso economico sostenibile. Il debito sovrano del Libano è pari a 87 miliardi di dollari, ovvero il 170% del PIL. Oltre alle obbligazioni internazionali libanesi, che ammontano a 31 miliardi di dollari, la Banca centrale del Libano ha oneri stimati a 52.5 miliardi di dollari, sotto forma di depositi in valuta estera e certificati di deposito. In tale quadro, l’11 marzo, il Paese aveva già annunciato che non avrebbe saldato il debito pari a 1.2 miliardi di obbligazioni Eurobond, in scadenza il 9 marzo, creando la prima situazione di default della storia libanese.

Tale scenario ha portato il presidente libanese, Michel Aoun, a rivolgersi, il 6 aprile, alla comunità internazionale e, nello specifico, al Gruppo di sostegno internazionale per il Libano, chiedendo aiuti finanziari per affrontare la crisi economica, ulteriormente esacerbata dalla pandemia di coronavirus. In particolare, sono stati richiesti gli 11 miliardi di dollari promessi durante la conferenza del CEDRE del 6 aprile 2019. Inoltre, Aoun ha evidenziato che l’economia di Beirut è caratterizzata da una grave contrazione economica, da un calo della domanda, da una grave carenza di valuta estera, da alti tassi di povertà e disoccupazione, da prezzi elevati e da una diminuzione del tasso di cambio della sterlina libanese nel mercato parallelo.

Tuttavia, il Gruppo di sostegno si è detto pronto ad aiutare il Libano solo quando questo presenterà un piano di salvataggio. A tal proposito, il premier libanese, Hassan Diab, ha riferito che il pacchetto di misure è quasi pronto e che il 57% delle riforme è pronto per essere votato in Parlamento. In tale quadro, una fonte ha rivelato che anche gli altri Paesi arabi sono restii dall’offrire sostegno al Libano, a causa della sua implicazione in alcune questioni regionali.

Mentre il governo cerca di risollevare l’economia libanese, la diffusione di Covid-19 continua a suscitare preoccupazioni all’interno delle carceri. In particolare, il 7 aprile, una prigione di Tripoli, città situata nel Nord del Libano, ha assistito a fenomeni di ribellione dei detenuti, un giorno dopo il tentativo di fuga di alcuni di essi. La prigione in questione è quella di Qoubbeh e l’episodio ha causato il ferimento di almeno quattro compagni di cella, feriti dai proiettili di gomma lanciati dalle forze dell’ordine, e di 12 soldati dell’esercito. Questi ultimi sono stati colpiti da pietre e altri oggetti lanciati dalle famiglie dei detenuti al di fuori della prigione, mentre all’interno delle celle venivano altresì bruciati materassi. La richiesta dei prigionieri e dei loro parenti è l’amnistia generale, con il fine di evitare la diffusione di Covid-19 all’interno delle carceri sovraffollate.  Il premier Diab ha promesso tale disposizione, ma non è chiaro quando verrà emanata, mentre il ministro dell’Interno, Mohammed Fehmi, il 5 aprile, ha riferito che 559 detenuti sono stati già rilasciati.

Proteste simili erano sfociate anche il 16 marzo scorso. In tale occasione, un avvocato libanese ha affermato che la preoccupazione dei detenuti è giustificata dal sovraffollamento di tali luoghi e dalle condizioni sanitarie precarie. A tal proposito, è stato sottolineato come le prigioni siano impreparate per affrontare una eventuale emergenza sanitaria, dove non è possibile garantire una corretta igiene e operazioni di sterilizzazione adeguate. Inoltre, il numero di prigionieri supera la capacità di ciascun carcere, violando altresì le norme internazionali ed i diritti umani. Nel frattempo, i casi positivi al Covid-19 in Libano hanno raggiunto quota 548, di cui 19 decessi e 62 guariti.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano in Italia interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.