Kosovo-Serbia: il nuovo inviato dell’UE scrive a Kurti

Pubblicato il 8 aprile 2020 alle 18:17 in Europa Kosovo

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Il nuovo rappresentante speciale dell’UE per il dialogo tra il Kosovo e la Serbia, Miroslav Lajcak, ha inviato una lettera al premier sfiduciato di Pristina, Albin Kurti. 

È quanto rivelato, mercoledì 8 aprile, da European Western Balkans, il quale ha altresì specificato che nella lettera Lajcak ha dichiarato che l’emergenza da coronavirus non ostacolerà il suo impegno nella normalizzazione delle relazioni tra i due Paesi balcanici 

Nello specifico, il nuovo rappresentante dell’UE ha rivelato di aver accolto con favore la decisione di Kurti di rimuovere del tutto i dazi imposti sui beni provenienti dalla Serbia, dato che ciò, secondo Lajcakè la prima vera dimostrazione della volontà del premier kosovaro di riprendere il dialogo con la controparte serba. 

In tale contesto, il nuovo rappresentante inviato da Bruxelles ha dichiarato di aspettarsi che sia il Kosovo sia la Serbia rinnovino il proprio impegno nella normalizzazione delle proprie relazioni con la stessa determinazione dimostrata in precedenza. Il ripristino del dialogo, ha specificato Lajcakè importante per il bene di entrambi i popoli, ma un vero risultato dipende soltanto dalla volontà politica di entrambe le parti. 

In aggiunta, il nuovo rappresentante speciale dell’Unione Europea ha sottolineato come la sua nomina sottolinei al tempo stesso il ritorno dell’impegno dell’UE nella regione e nel dialogo tra i due Paesi nello specifico. 

Miroslav Lajcakministro degli Esteri della Slovacchia dal 2012, è stato nominato nuovo rappresentante speciale dell’UE per il dialogo tra il Kosovo e la Serbia lo scorso 3 aprile. Prima della sua effettiva nomina, la sua figura aveva raccolto le critiche del presidente del Kosovo, Hashim Thaci, il quale aveva dichiarato apertamente di opporsi alla nomina del ministro slovacco data la sua posizione anti-Kosovara. 

Lajcak ricoprirà il ruolo di rappresentate speciale dell’Unione Europea per il dialogo tra Pristina e Belgrado e per i Balcani Occidentali dal 1° aprile 2020 al 31 marzo 2021. Tuttavia, il Consiglio europeo potrà terminare in anticipo il mandato del ministro slovacco su volontà del Comitato sulla politica e sulla sicurezza e su proposta dell’Alto Rappresentante.  

Il mandato di Lajcak si articola in quattro obiettivi principali. Il primo è il raggiungimento della completa normalizzazione delle relazioni tra il Kosovo e la Serbia. Il secondo obiettivo è il miglioramento delle relazioni secondo il principio del buon vicinato. Il terzo è l’aumento della visibilità del ruolo svolto dall’UE attraverso l’uso della diplomazia. L’ultimo obiettivo è l’assistenza alla regione nel suo percorso di integrazione nel blocco comunitario.  

In particolare, per quanto riguarda le relazioni tra il Kosovo e la Serbia, Lajcak dovrà ottenere la sigla di un accordo legalmente vincolante che abbia come oggetto tutte le questioni irrisolte tra i due Paesi. In aggiunta, il ministro slovacco si dovrà assicurare che entrambi gli Stati rispettino gli accordi precedentemente siglati con la facilitazione dell’UE.  

Le relazioni tra Pristina e Belgrado sono in stallo dal 21 novembre 2018, quando il Kosovo ha imposto dazi al 100% sui beni provenienti dalla Serbia e dalla Bosnia. Il giorno precedente, vi era stata la votazione sull’ingresso del Kosovo nell’Interpol, ostacolata dalla Serbia, accusata di aver condotto propaganda negativa contro Pristina. Da parte sua, la Serbia ritiene che le tariffe al 100% imposte dal Kosovo violino gli accordi regionali in merito alla libertà di movimento e di scambio, motivo per cui, come dichiarato dal presidente di Belgrado, Aleksandar Vucic, il dialogo tra i due Paesi non potrà riprendere prima del ritiro dei dazi da parte di Pristina.    

Lo scorso 21 marzo, Kurti aveva annunciato la decisione dell’esecutivo di rimuovere totalmente fino all’1 aprile i dazi sulle materie prime. Allo scadere del termine, Kurti ha annunciato la rimozione dei dazi anche sugli altri beni, ma ha introdotto misure di reciprocità con gli altri due Paesi.  Nello specifico, il premier sfiduciato del Kosovo ha deciso che i beni provenienti dalla Serbia siano dotati di certificazioni di qualità per oltrepassare la dogana, come già previsto da Belgrado per i prodotti kosovari.  

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione