Guinea: entra in vigore la nuova Costituzione

Pubblicato il 8 aprile 2020 alle 10:45 in Africa Guinea

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Il presidente della Guinea, Alpha Conde, ha promulgato ufficialmente la nuova Costituzione dopo che, due settimane fa, il referendum sulla sua modifica aveva dato esito positivo. Gli emendamenti introdotti nella nuova carta costituzionale sono ritenuti da molti controversi e scatenano da diversi mesi violente manifestazioni di massa, nelle quali sono rimaste uccise circa 32 persone. In particolare, il referendum, tenutosi il 22 marzo e approvato con il 91,59% dei voti favorevoli, mantiene il limite di due presidenze consecutive, ma aumenta la durata di ciascun mandato da 5 a 6 anni.  In diverse occasioni, il presidente Conde, 82 anni, ha fatto intendere che i suoi due precedenti mandati non verrebbero presi in considerazione e ha diffuso il sospetto che il suo obiettivo sia quello di rimanere al potere per altri 12 anni. Le opposizioni, nel frattempo, contestano i risultati elettorali accusando il potere centrale di brogli e corruzione. Anche gli Stati Uniti, l’Unione Europea e la Francia hanno messo in dubbio la credibilità del voto.

Dopo mesi di tensioni, Conde ha emanato il nuovo statuto con decreto, martedì 7 aprile, approvando al contempo un “piano di risposta economica”, del valore di 292 milioni di euro, per far fronte alla pandemia di coronavirus. La Guinea registra attualmente 128 casi di COVID-19. Tra le misure annunciate per combattere il coronavirus, lo Stato pagherà le bollette elettriche dei più poveri per la durata di tre mesi, congelerà il prezzo dei medicinali e dei beni essenziali durante tutta la pandemia e introdurrà il trasporto pubblico gratuito per tre mesi.

Conde, ex personaggio dell’opposizione e incarcerato più volte sotto le precedenti amministrazioni, ha fatto la storia nel 2010 per essere diventato il primo presidente democraticamente eletto della Guinea. Gli elettori lo hanno rieletto nel 2015 per il suo secondo e ultimo mandato quinquennale, ma i critici affermano che il suo governo, nel corso degli anni, è diventato sempre più autoritario. Il presidente aveva dichiarato, nel dicembre 2019, che la Costituzione doveva essere aggiornata per introdurre importanti modifiche sociali, soprattutto per le donne, con riforme che includevano il divieto di mutilazioni genitali femminili e il matrimonio minorile. Gli emendamenti, tuttavia, prevedono anche dei cambiamenti nella durata del mandato presidenziale e il pericolo è che Conde abbia voluto modificare la Costituzione con l’intento di concorrere per un terzo mandato e un quarto mandato consecutivo. Le prossime votazioni presidenziali sono attese per la fine del 2020.

Il Fronte Nazionale della Difesa della Costituzione (FNDC), un’alleanza di gruppi dell’opposizione e organizzazioni della società civile, aveva chiesto il boicottaggio del referendum e, dopo la notizia dei risultati, ha immediatamente respinto l’esito delle votazioni. “Non riconosceremo alcuna istituzione risultante da questa mascherata, né riconosceremo la nuova costituzione del signor Alpha Condé”, ha dichiarato uno dei leader dell’FNDC. “Rimaniamo e resteremo fedeli alla costituzione del maggio 2010 che fissa il numero di mandati a due e che dà diritto al popolo della Guinea di resistere all’oppressione”, ha aggiunto. Le proteste sono iniziate, in forma più o meno intensa, a partire da metà ottobre 2019. A quel tempo, il Fronte Nazionale della Difesa della Costituzione aveva chiesto che le manifestazioni si svolgessero in maniera pacifica. Tuttavia, dopo qualche mese la situazione è precipitata e le violenze sono diventate frequenti. 

Il giorno del voto è stato segnato dalla violenza, con decine di seggi elettorali saccheggiati in tutto il Paese e, secondo l’opposizione, altrettante uccisioni e ferimenti. La Guinea è attualmente in uno stato di emergenza, dichiarato dal presidente Conde alcuni giorni dopo il voto. La mossa fa parte delle misure nazionali volte a contenere la diffusione del coronavirus. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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