Coronavirus: l’Italia chiude i porti agli sbarchi

Pubblicato il 8 aprile 2020 alle 16:51 in Immigrazione Italia

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Il governo di Roma ha dichiarato che i suoi porti non possono più essere considerati sicuri a causa della diffusione dellepidemia di coronavirus. Pertanto, non sarà consentito ai migranti recuperati dalle ONG di sbarcare sulle coste italiane. La decisione è stata presa nella serata di martedì 7 aprile, dopo che unimbarcazione dellorganizzazione non governativa tedesca Sea-Eye aveva tratto in salvo 150 persone al largo della Libia e si era diretta verso lItalia. Per tutta la durata dellemergenza sanitaria nazionale causata dalla diffusione del COVID-19, i porti italiani non possono garantire i requisiti necessari per essere definiti e classificati come porti sicuri, ha dichiarato il decreto governativo. Lemergenza nazionale dovrebbe protrarsi fino al 31 luglio, secondo le disposizioni attuali, ma la scadenza potrebbe essere estesa. La norma appena emanata, nello specifico, riguarda “i casi di soccorso effettuati da parte di unità navali battenti bandiera straniera al di fuori dell’area SAR (ricerca e soccorso) italiana”.

Il decreto di martedì 7 aprile è stato firmato dai ministri dellInterno, degli Esteri e dei Trasporti, così come dal ministro della Salute, Roberto Speranza, che ha sempre supportato lattività delle ONG. Dopo che, nei primi due mesi del 2020, un numero consistente di migranti è approdato sulle coste italiane, gli arrivi hanno subito una brusca flessione a marzo, quando l’Italia è stata colpita dall’epidemia. Attualmente, circa 17.127 persone sono morte nel Paese a causa del coronavirus, il numero più alto di vittime in tutto il mondo. I casi confermati, invece, sono almeno 135.586 dallinizio dell’epidemia, quando per la prima volta, il 21 febbraio, è stato registrato un paziente positivo.

“Anche quando la vita in Europa si è quasi fermata, i diritti umani devono essere protetti”, ha affermato il gruppo della Sea-Eye con un tweet, annunciando che il salvataggio di 150 persone, martedì 7 aprile. “Ora i nostri passeggeri hanno bisogno di un porto di sicurezza”, ha aggiunto. In una dichiarazione separata, lONG ha invitato la Germania ad accogliere i migranti. “Dopo tutto, la Germania è il nostro stato di bandiera”, ha sottolineato lorganizzazione, aggiungendo che Berlino è appena riuscita a portare a casa 200.000 cittadini bloccati all’estero a causa del coronavirus. “Sicuramente deve essere concepibile e umanamente possibile inviare un aereo per 150 persone in cerca di protezione in Europa al fine di evacuare immediatamente limbarcazione”, ha specificato.

Mentre la nave della Sea-Eye, ovvero la Alan Kurdi, naviga in acque internazionali vicino all’isola italiana di Lampedusa, imbarcazioni autonome più piccole continuano ad arrivare con i migranti a bordo. Un totale di 57 persone è giunto mercoledì 8 aprile sullisola, mentre, il giorno precedente, altre 70 migranti erano riusciti a sbarcare a bordo di piccole imbarcazioni separate. I residenti hanno protestato contro i nuovi ingressi. Qual è il punto di essere bloccati nelle nostre case se persone continuano ad arrivare e a vagare senza alcun problema, ha esclamato uno dei cittadini che ha preso parte alla protesta.

Secondo le stime della UN Refugee Agency (UNHCR), nel mese di marzo 2020, sono giunti in Europa via mare e via terra 3.527 migranti. Il Paese che ha accolto il maggior numero di stranieri, finora, risulta essere la Grecia, con quasi 9.500 arrivi, seguita dalla Spagna, con oltre 5.300 arrivi, Italia, Malta, con quasi 1000 sbarchi, e Cipro, 363 sbarchi. Per quanto riguarda l’Italia, le stime ufficiali del Ministero dell’Interno riferiscono che, dall’inizio dell’anno al 30 marzo, sono sbarcati 2.794 stranieri, numero molto superiore ai 517 arrivi via mare registrati nello stesso periodo del 2019. Le prime cinque nazionalità dei migranti giunti in Italia risultano essere bangladese, algerina, ivoriana, sudanese e somala. I minori stranieri non accompagnati, invece, ammontano a circa 500.

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Chiara Gentili

di Redazione

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