Cina: termina l’isolamento di Wuhan, dopo 76 giorni

Pubblicato il 8 aprile 2020 alle 12:40 in Asia Cina

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Dopo essere stata isolata per 76 giorni, la città di Wuhan, ex epicentro del focolaio di coronavirus in Cina, è stata finalmente ricollegata con il resto del mondo.

I divieti sul traffico in uscita sono stati ufficialmente sollevati alla mezzanotte dell’8 aprile, mettendo fine alle misure più severe di sempre per arginare un’epidemia nella storia moderna. Dopo essere stata sottoposta a un blocco per quasi 11 settimane, Wuhan è tornata ad essere collegata al resto della Cina e del Mondo, secondo quanto riferisce l’agenzia stampa cinese, Xinhua. “Sono molto felice di vedere revocato il blocco. La riapertura del traffico in uscita mostra che la situazione epidemica è migliorata e il nostro duro lavoro negli ultimi due mesi ha dato i suoi frutti”, ha dichiarato Fang Jing, membro del personale di un casello autostradale di Wuhan.

L’aeroporto internazionale di Wuhan, Tianhe, dovrebbe vedere più di 220 voli in entrata e in uscita, l’8 aprile, secondo le autorità dell’aeroporto. Più di 55.000 passeggeri dovrebbero prendere i treni per lasciare la città, lo stesso giorno e circa il 40% delle persone sono dirette nella regione del Delta del fiume Perla. Un totale di 276 treni lasceranno Wuhan per snodi economici come Shanghai, Shenzhen e altre città. Con le barricate della superstrada rimosse, i treni in partenza e gli aerei in decollo, i cittadini hanno celebrato la fine di un periodo particolarmente difficile. Tra questi, l’agenzia stampa cinese, cita Xie Pinghua. 

L’uomo si trovava su un treno diretto a Wuhan, la capitale della provincia di Hubei, quando la megalopoli chiuse tutti i canali in uscita e sospese le operazioni di trasporto pubblico urbano, il 22 gennaio. Dopo un anno di lavoro in una fabbrica di mobili in Vietnam, era volato a Shenzhen e il suo piano originale era di prendere il treno per Wuhan e tornare a casa con suo figlio a Zhongxiang, a circa 200 km di distanza, per celebrare le vacanze in famiglia. La chiusura ufficiale era alle 10 in punto, mentre il treno di Xie è arrivato alle 10:30, da allora è rimasto bloccato a Wuhan. “Mi manca così tanto la mia famiglia, ma non posso farne a meno. Fortunatamente sono ancora in buona salute”, ha dichiarato l’uomo.

Secondo quanto ha riportato il New York Times, l’epidemia era già una vera e propria crisi, che aveva colpito decine di persone in Cina e probabilmente anche all’estero, quando l’allerta è stata diffusa da Pechino, il 31 dicembre 2019. Il quotidiano statunitense sostiene che i funzionari locali potrebbero aver minimizzato i primi segnali o semplicemente non erano coordinati abbastanza per comprendere la portata del problema. In tale contesto, la burocrazia rigidamente gerarchica della Cina avrebbe scoraggiato i funzionari dal riferire cattive notizie ai propri superiori, creando una catena di silenzio che ha reso difficile comprendere l’entità della crisi. Il coronavirus, secondo gli analisti del quotidiano, starebbe quindi mettendo in luce alcuni dei più profondi difetti e contraddizioni della governance cinese.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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