Balcani: continua il sostegno della Turchia a tutta la regione

Pubblicato il 8 aprile 2020 alle 16:33 in Balcani Turchia

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Almeno sei Stati della regione balcanica hanno accolto, tra il 7 e l’8 aprile, gli aerei militari della Turchia carichi di aiuti per fronteggiare l’emergenza da coronavirus. 

È quanto rivelato, mercoledì 8 aprile, dall’agenzia stampa turca, Anadolu, la quale ha specificato che la Serbia, la Bosnia ed Erzegovina, il Montenegro, la Macedonia del Nord e il Kosovo hanno tutti ricevuto nella stessa giornata aerei carichi di mascherine, tute protettive e test diagnostici da parte del Ministero della Salute di Ankara. L’annuncio è giunto dal Ministero della Difesa della Turchia. 

Il giorno precedente, fonti locali albanesi, come l’Albanian Daily News, avevano rivelato che la Turchia aveva consegnato 6 ambulanze, dotate di quanto necessario per essere utilizzate come unità mobili di emergenza. Le ambulanze fornite all’Albania, aveva specificato il quotidiano, fanno parte di una più ampia donazione effettuata dal governo della Turchia nei confronti del Ministero della Difesa e delle Forze Armate di Tirana.  

In aggiunta, il premier albanese, Edi Rama, aveva annunciato l’arrivo, entro poche settimane, di centinaia di tute protettive, tendoni e dotazioni necessarie all’ammodernamento dell’equipaggiamento della protezione civile albanese.  

Per quanto riguarda le ambulanze donate da Ankara, l’Albanian Daily News ha specificato che si tratta di ospedali in miniatura, dotati di tutto il necessario, come ventilatori e ossigeno. In aggiunta, nelle ambulanze, le quali possono trasportare contemporaneamente fino a 3 pazienti, è possibile monitorare il battito cardiaco. 

Tali gesti sono da inserirsi nel quadro del continuo seppur graduale avvicinamento della Turchia alla regione balcanica. L’interesse di Ankara ad avvicinarsi a tale regione era già stato confermato lo scorso 9 novembre, quando il ministro degli Esteri, Mevlut Cavusoglu, aveva partecipato all’incontro dei vertici dei Paesi della regione balcanica, tenutosi in occasione del summit sul dialogo strategico sui Balcani occidentali, organizzato nella cornice del Forum Economico Mondiale, a Ginevra, in Svizzera. In tale occasione, il ministro degli Esteri della Turchia aveva confermato l’intenzione di Ankara di rafforzare la propria cooperazione con gli Stati della regione balcanica.   

Anche precedentemente, il 7 ottobre, in occasione del vertice tra il capo di Stato della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, e il suo omologo serbo, Aleksandar Vucic, Erdogan aveva reso noto di voler contribuire al “benessere e alla stabilità” della regione balcanica e di rafforzare le sue relazioni e la cooperazione con la regione in ogni settore.   

L’11 febbraio, poi, Cavusoglu si era recato in Montenegro, dove aveva siglato un accordo per la protezione consolare dei cittadini montenegrini e una intesa sulla retribuzione del personale della rappresentanza diplomatica e dei familiari. In aggiunta, era stato annunciato il rafforzamento della collaborazione diplomatica, economica e nel settore della difesa.   

Il giorno successivo, il ministro degli Affari Esteri della Turchia si era recato in visita in Albania, dove aveva firmato tre memorandum d’intesa e una dichiarazione congiunta, volta a stimolare gli sforzi e a coordinare gli approcci nei consessi internazionali alla lotta alla criminalità organizzata, al contrabbando, all’estremismo violento e al terrorismo.   

In aggiunta, in Albania, Cavusoglu aveva partecipato all’inaugurazione del Centro per gli Studi balcanici, fondato dalla New York University di Tirana, di proprietà della Fondazione Maarif, ente turco. La Maarif è  considerata da studiosi e analisti uno strumento politico per affermare e consolidare l’influenza della Turchia nella regione balcanica.    

Nello specifico, secondo quanto evidenziato da un’analista del Balkan Investigative Reporting NetworkFatjona Mejdini, rientra nelle intenzioni della Turchia espandere la propria influenza nella regione tramite strumenti di soft-power. Tale intenzione si nota in primo luogo in Albania, dove Mejdini sottolinea che nel 2018 la Fondazione Maarif, creata nel giugno 2016 dal parlamento turco, ha acquistato la New York University di Tirana e con essa anche altri istituti educativi e formativi.  Da parte sua, la Turchia sostiene di aver avviato un intervento formativo, dato che la fondazione “incontra i bisogni formativi dei nostri fratelli e amici albanesi”.   

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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