Turchia: esplosione nel principale centro nazionale di produzione missilistica

Pubblicato il 7 aprile 2020 alle 17:41 in Medio Oriente Turchia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Un’esplosione ha avuto luogo ad Ankara, nei serbatoi di carburante della Roketsan, il principale produttore di missili della Turchia. Almeno 3 persone sono rimaste ferite, ma solo lievemente, secondo quanto hanno annunciato i funzionari turchi.

In una dichiarazione, le autorità locali hanno dichiarato: “Un’esplosione ha avuto luogo nei nostri serbatoi di carburante nelle nostre strutture diElmadag, nella città di Ankara, intorno alle 14,47. Non ci sono state perdite di vite umane, ma 3 persone sono state lievemente ferite”. Ismail Demir, segretario alle Industria della Difesa turca, su Twitter ha augurato una buona guarigione al personale ferito e assicurato che l’esplosione non ha causato vittime.

La Roketsan è stata fondata il 14 giugno 1988 per decisione del Comitato Esecutivo delle Industrie della Difesa, con lo scopo di “creare un’istituzione leader nel Paese per la progettazione, lo sviluppo e la fabbricazione di missili”. Nell’ambito dell’European Common Stinger Production Project, la produzione di motori a lancio composito, motori di volo e sistemi di propulsione è stata quindi avviata dalla Turchia. Poiché all’epoca la tecnologia dei combustibili solidi compositi non era disponibile nel Paese, il Ministero della Difesa nazionale accettò di costituire una nuova società per la produzione di motori di lancio e di volo a propulsione composita. Si tratterebbe, quindi, di una struttura particolarmente vulnerabile. Tuttavia, quello del 7 aprile sembrerebbe essere un incidente, secondo le autorità turche.

Tuttavia, la tensione nel Paese rimane alta, poichè si tratta del secondo episodio di questo genere. Un gasdotto utilizzato per trasportare gas dall’Iran alla Turchia  aveva subito un’esplosione con conseguente incendio, nella mattina del 31 marzo, causando l’interruzione dell’esportazione di gas naturale. La detonazione aveva interessato il tratto del gasdotto posto sul suolo turco e, in particolare, nei pressi della regione iraniana di Bazargan, al confine con la Turchia, e della regione turca di Agri. Il direttore della National Iranian Gas Co, Mehdi Jamshidi-Dana, aveva affermato che le attività di esportazione di gas iraniano erano state interrotte e che, solitamente, le operazioni di riparazione sarebbero state completate in tre o quattro giorni. Per il direttore, l’episodio è stato favorito dall’assenza delle guardie di frontiera turche, che hanno lasciato le proprie postazioni a causa della pandemia di coronavirus.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.