I talebani fermano i negoziati con il governo afghano

Pubblicato il 7 aprile 2020 alle 12:38 in Afghanistan Asia

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Il portavoce dei talebani, Suhail Shaheen, ha reso noto che “il team tecnico non parteciperà più agli incontri infruttuosi con le parti interessate”, a partire dall’8 aprile. Il governo, da parte sua, si è rifiutato di liberare 15 comandanti coinvolti in attacchi terroristici. 

“Abbiamo inviato un team tecnico della commissione per i prigionieri a Kabul per la verifica e l’identificazione dei nostri poiché il rilascio dei detenuti doveva avere inizio”, ha twittato Shaheed. “Ma, sfortunatamente, la loro liberazione è stata ritardata con un pretesto o un altro fino ad ora. Pertanto, il nostro team tecnico non parteciperà a riunioni infruttuose con le parti interessate a partire da domani “, ha scritto, il 7 aprile. Il 6 aprile, il capo della direzione indipendente della governance locale, Matin Bek, che è anche un membro della squadra di negoziazione del governo, ha affermato che il motivo del ritardo nel rilascio dei prigionieri talebani è che il gruppo pretende la liberazione di 15 comandanti coinvolti in attacchi di grande rilevanza. 

 Il governo di Kabul doveva avviare il processo di rilascio di 100 prigionieri talebani, in cambio di 20 membri delle forze di sicurezza governative, il 2 aprile. Si trattava il primo passo verso la liberazione di 6.000 individui detenuti dal governo afghano e dal gruppo ribelle, al fine di rafforzare la fiducia tra le due parti, per avviare i colloqui di pace. “In mattinata è stato deciso che oggi sarebbero stati rilasciati 100 talebani in cambio di 20 membri delle forze di sicurezza afgane”, ha affermato un alto funzionario dell’ufficio del presidente afghano, Ashraf Ghani. I militanti islamisti sono delusi dai numeri limitati e dalla lentezza dei rilasci. I rappresentanti afghani, da parte loro, denunciano le continue violenze nel Paese. 

Da decenni, l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica. In seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996. A seguito dell’invasione USA del 2001 e dell’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. Con una serie di attacchi alle attuali istituzioni afghane, le milizie talebane tentano di riprendere il controllo del governo. Gli Stati Uniti avevano iniziato a ritirare le loro truppe dall’Afghanistan, il 10 marzo, a seguito dello storico accordo tra talebani e rappresentanti statunitensi firmato a Doha, in Qatar, il 29 febbraio.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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