Netanyahu e Gantz concordano sull’annessione della Cisgiordania

Pubblicato il 7 aprile 2020 alle 15:31 in Israele Palestina

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il premier israeliano uscente, Benjamin Netanyahu, ed il leader del partito Blue and White, Benny Gantz, si sono detti concordi nell’annettere aree della Cisgiordania e della Valle del Giordano entro il prossimo luglio.

La Valle del Giordano è un’area settentrionale della Cisgiordania che da tempo Israele desidera annettere ai propri territori. L’intesa è giunta nel corso di un incontro del 6 aprile e va ad inserirsi nel quadro degli sforzi profusi per trovare un governo di coalizione che possa, da un lato, porre fine alla situazione di stallo politico e, dall’altro lato, far fronte all’emergenza coronavirus in Israele. Tuttavia, sebbene i negoziati siano stati interrotti, si prevede che il Paese è prossimo ad ottenere un governo in cui i due leader, Gantz e Netanyahu, si alterneranno alla guida ogni 18 mesi. Sarà probabilmente il leader di Likud, ovvero il premier uscente, ad iniziare la turnazione, mentre Gantz fungerà da vice primo ministro. Successivamente, i due si scambieranno i ruoli.

Secondo quanto chiarito dal quotidiano al-Araby al-Jadeed, anche l’incontro del 6 aprile è stato caratterizzato da alcune divergenze su questioni relative ai poteri del Ministero di giustizia, alla nomina dei giudici e allo status della Corte suprema israeliana. Nonostante ciò, è possibile che il nuovo esecutivo verrà annunciato dopo la Pasqua ebraica, che inizierà la sera dell’8 aprile. Circa la questione dell’annessione, riporta il quotidiano, nonostante anche qui vi fossero stati inizialmente punti di disaccordo, Gantz e Netanyahu sono riusciti a trovare un’intesa. In particolare, la “sovranità” israeliana verrà imposta sulla Valle del Giordano e sul Mar Morto del Nord dopo averne discusso con l’amministrazione americana e la comunità internazionale. Prima di imporre la sovranità di Israele sui territori palestinesi in questione, Netanyahu dovrà quindi ottenere il sostegno degli Stati Uniti. Poi la bozza passerà alla Knesset per ottenere la maggioranza.

L’avvicinamento di Gantz al suo ex-rivale Netanyahu è da far risalire al 26 marzo scorso, quando il leader di Blue and White è salito alla presidenza del Parlamento israeliano con 74 voti, provenienti perlopiù dal blocco di destra che comprende Likud, il partito guidato da Netanyahu. Il sostegno di coloro considerati rivali ha fatto pensare fin da subito ad una possibile alleanza volta a formare un governo di unità nazionale, in cui Netanyahu, nonostante sia coinvolto in processo giudiziario, rimarrebbe tra i protagonisti del panorama politico israeliano. Gantz, da parte sua, si è giustificato con i suoi alleati, affermando che la mossa è stata dettata dalla situazione di emergenza in cui versa Israele.

L’annessione di alcune aree della Cisgiordania e della Valle del Giordano è stata più volte discussa da Netanyahu. L’8 febbraio 2019, il premier aveva affermato che Israele aveva iniziato a elaborare le mappe per l’annessione della Cisgiordania. Tuttavia, l’ambasciatore degli Stati Uniti a Gerusalemme, David Friedman, aveva chiarito che Israele era soggetto al completamento di un processo di mappatura da parte di un comitato congiunto israelo-americano e che, pertanto, qualsiasi azione unilaterale, in anticipo rispetto al completamento delle procedure, avrebbe messo in pericolo il Piano e il riconoscimento statunitense. Ancor prima, il 22 gennaio, Netanyahu si era rivolto alla Casa Bianca per ottenere il via libera prima di annunciare l’annessione della Valle del Giordano e l’area a Nord del Mar Morto. Tale aspetto è stato al centro della campagna del partito del premier, Likud, per le elezioni del 2 marzo. La questione della Valle del Giordano è stata centrale anche per la campagna del rivale, Gantz, il quale aveva affermato che si sarebbe impegnato per annettere i territori ad Israele ma, al contempo, il leader di Blue and White aveva anche allora specificato che ciò sarebbe avvenuto solo dopo aver ottenuto un consenso a livello internazionale.

La questione dell’annessione dei territori palestinesi riguarda altresì il progetto che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha rivelato, il 28 gennaio scorso, ovvero il cosiddetto Piano di Pace, volto a riportare la pace in Medio Oriente e a risolvere il conflitto arabo-israeliano. In particolare, il progetto, delineato in 181 pagine, se effettivamente attuato, potrebbe garantire a Israele il controllo di una Gerusalemme unificata, riconosciuta come capitale, oltre a preservare gli insediamenti israeliani negli attuali Territori Palestinesi, che includono la Cisgiordania e Gaza.

Un altro punto prevede la ridefinizione dei confini di Israele, interessando altresì i territori della Cisgiordania, mentre nelle aree rimanenti si costituirebbe un cosiddetto “State-minus”, ovvero un’altra entità priva di esercito e di sovranità. Per la Casa Bianca si tratterebbe di uno “Stato palestinese smilitarizzato”, all’interno del quale vi saranno anche punti accessibili ai soli israeliani e che rappresenterebbero, di fatto, i loro insediamenti e le vie d’accesso. Non da ultimo, si richiede lo scioglimento dei gruppi militanti, come Hamas, e la rinuncia alla violenza.

Sino ad una effettiva attuazione del Piano di Trump, i territori palestinesi sono regolati dagli Accordi di Oslo del 1993, secondo cui la Cisgiordania è divisa in tre settori amministrativi, denominate aree A, B e C. Nello specifico, l’area A, pari al 18% della Cisgiordania, è sotto il pieno controllo civile dell’Autorità Palestinese. L’area B viene amministrata in modo congiunto da Israele e Palestina e rappresenta circa il 22% del territorio palestinese. Infine, l’area C, pari al 61% della Cisgiordania, è controllata da Israele. La questione degli insediamenti viene considerata uno dei principali ostacoli al raggiungimento un accordo di pace tra Israele e il popolo palestinese.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano in Italia interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.