Macedonia del Nord: in arrivo aiuti dalla Turchia 

Pubblicato il 7 aprile 2020 alle 11:49 in Macedonia Turchia

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Il ministro degli Affari Esteri della Macedonia del Nord, Nikola Dimitrov, ha confermato di aver richiesto l’assistenza della Turchia per fronteggiare l’emergenza da coronavirus. 

È quanto rivelato, lunedì 6 aprile, dal Daily Sabah, il quale ha altresì reso noto che, a fronte della richiesta di Skopje, il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, ha confermato l’invio di mascherine, indumenti protettivi e test diagnostici al nuovo membro della NATO. 

Oltre alla Turchia, secondo quanto dichiarato da Dimitrov, la Macedonia del Nord ha chiesto anche aiuto all’Unione Europea, la quale ha consegnato 4.3 milioni di euro di materiale sanitario, alla Norvegia, alla Cina e ai Paesi Bassi. 

Il forte legame tra la Macedonia del Nord e la Turchia era già emerso lo scorso 3 aprile, quando l’Alto rappresentante per la politica estera dell’UE, Josep Borrell, aveva dichiarato di ritenere che tale legame possa incrinarsi dato che, avendo avuto l’accesso ai negoziati di adesione, Skopje dovrà adeguarsi al regime di sanzioni adottato da Bruxelles contro la Turchia. Tali sanzioni erano state imposte dal Consiglio europeo lo scorso 27 febbraioai danni di due cittadini turchi, i quali lavorano per la TPOl’azienda petrolifera di Stato turca accusata di condurre trivellazioni illecite nel Mediterraneo orientale.  

Nello specifico, secondo quanto evidenziato, la Turchia ha sostenuto Skopje in numerose dispute internazionali che ostacolavano lo sviluppo del Paese balcanico, come quella sorta con la Grecia a causa dell’omonimia tra il nome dello Stato balcanico e una regione greca. Tale questione, principale ostacolo per l’ingresso di Skopje nella NATO, era stata risolta con la firma dell’Accordo di Prespa, avvenuta il 12 giugno 2018. In aggiunta, la Turchia è stata tra i principali promotori dell’ingresso della Macedonia del Nord nell’Alleanza Atlantica, ufficializzato lo scorso 27 marzo e contrastato dalla Grecia.  

Non da meno, rivela il quotidiano di Ankara, Ahvalla Turchia ha una grande influenza sulla comunità musulmana presente in Macedonia del Nord, la quale rappresenta il 33.3% della popolazione e include numerosi cittadini di origine turca.   

A supporto del forte legame esistente tra Skopje ed Ankara, inoltre, secondo quanto evidenziato da Ahval, vi sono gli ultimi avvenimenti alla luce dell’emergenza da coronavirus. Nello specifico, il quotidiano di Ankara aveva diffuso le indiscrezioni secondo cui il presidente della Macedonia, Stevo Pendarovski, si fosse rivolto al suo omologo turco, Recep Tayyip Erdogan, per ottenere gli aiuti necessari a fronteggiare la diffusione del virus, già inviati da Ankara ad altri Paesi della regione, quali Kosovo, Albania e Bosnia.  

Ciò ha trovato conferma nelle ultime dichiarazioni di Dimitrov, le quali sono state rilasciate in occasione di una conferenza stampa congiunta con il suo omologo ungherese, Peter Szijjarto, giunto a Skopje per consegnare gli aiuti inviati da Budapest. Nello specifico, l’Ungheria ha donato alla Macedonia del Nord 100.000 mascherine e 5.000 indumenti protettivi. La decisione di fornire aiuti alla regione balcanica, ha specificato Szijjarto, è cruciale per l’Ungheria, la quale intende evitare l’indebolimento dei Paesi balcanici per consentire un contrasto efficace ai flussi migratori. A tale riguardo, Szijjarto ha annunciato che la Macedonia del Nord potrà ancora contare sul sostegno dell’Ungheria, la quale ha fornito unità di polizia frontaliera anche alla Slovenia, alla Croazia e alla Serbia per prevenire pressioni migratorie ai propri confini.  

Per quanto invece riguarda gli aiuti donati per contrastare l’emergenza da coronavirus, Szijjarto ha annunciato che questi giungono grazie all’efficienza della collaborazione con la Cina, la quale invia continuamente aiuti a Budapest. Ciò, ha sottolineato Szijjarto, prova che le risposte date singolarmente dagli Stati si rivelano più efficienti dei meccanismi di cooperazione dell’UE, i quali sono stati molto lenti e hanno lasciato soli i Paesi.  

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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