Italia, immigrazione: nuovi sbarchi di migranti a Lampedusa

Pubblicato il 7 aprile 2020 alle 18:45 in Immigrazione Italia

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Dopo tre settimane senza nuovi sbarchi a Lampedusa, 34 migranti, di cui 11 donne, hanno raggiunto le coste dell’isola italiana. 

È quanto rivelato, martedì 7 aprile, da ANSAmed, il quale ha aggiunto che lo sbarco è avvenuto il giorno precedente, lunedì 6 aprile.  

I migranti, ha rivelato il sindaco di Lampedusa, Totò Martello, sono giunti direttamente presso il molo commerciale dell’isola, il Molo Favaloro, dove hanno ricevuto l’assistenza del personale, dotato dei dispositivi di protezione individuale necessari. In seguito allo sbarco, Martello ha immediatamente autorizzato il trasferimento dei migranti presso il centro di accoglienza di Lampedusa, dove, come previsto dalle ultime disposizioni del Ministero dell’Interno, rimarranno in quarantena per due settimane, senza potersi allontanare dalla struttura.  

Per assicurare il rispetto delle misure restrittive, ha aggiunto Martello, sarà attivato un servizio di controllo presso l‘hotspot di Lampedusa, dove i migranti saranno inoltre costantemente monitorati dal punto di vista sanitario. 

Secondo quanto rivelato, gli stranieri giunti a Lampedusa sono probabilmente di origine tunisina. 

L’ultimo sbarco sull’isola era avvenuto lo scorso 14 marzo, quando 43 migranti erano giunti sulle coste di Lampedusa. Precedentemente, nella notte del 12 marzo, l’isola aveva accolto altri 26 richiedenti asilo. Anche in occasione di tali sbarchi, i migranti erano stati immediatamente posti in quarantena per tutelare la salute dei cittadini dell’isola. 

Dato il blocco degli sbarchiANSA aveva rivelato, lo scorso 2 aprile, che nel centro di accoglienza di Lampedusa non vi erano più migranti, così come a Messina e a Taranto. A Pozzallo, invece, anch’esso in Sicilia, i richiedenti asilo nell’hotspot erano 40. 

Secondo le stime dell’IOM, dall’1 gennaio al 31 marzo 2020 i migranti che hanno raggiunto l’Europa sono stati 18.337, di cui 15.610 via mare. Il numero di morti e dispersi ammonta invece a 241, di cui 134 nella rotta del Mediterraneo Centrale, la quale vede la Libia tra i principali porti di partenza, 43 nella rotta occidentale, la quale coinvolge Marocco e Algeria, e 64 nella rotta orientale, il cui principale porto di partenza è la Turchia.   

Per quanto riguarda l’Italia, il Dipartimento per la Pubblica Sicurezza del Viminale  rende noto che dall’1 gennaio al 7 aprile 2020 sono sbarcati in Italia 2.828 migranti che, se paragonati alle cifre dello stesso periodo dell’anno precedente, quando ne erano sbarcati 532, rappresentano il 431% in più. Coloro che sbarcano in Italia provengono principalmente dal Bangladesh, dall’Algeria, dalla Costa d’Avorio, dal Sudan, dalla Somalia, dalla Tunisia, dal Marocco, dalla Guinea, dal Mali e dall’Iraq.  

Alla luce dell’emergenza da coronavirus, inoltre, lo scorso 1° aprile il Ministero dell’Interno aveva diffuso una circolare del dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione, nella quale si indicavano le disposizioni da adottare per la prevenzione della diffusione del coronavirus nei centri di accoglienza. In particolare, la circolare menzionava la necessità di effettuare uno screening dei migranti al momento dello sbarco. Successivamente, l’obbligo di trasferimento presso le strutture preposte, le quali non possono essere abbandonate per i successivi 14 giorni.  

Sempre in materia di immigrazione, il ministro degli Esteri italiano, Luigi di Maio, aveva comunicato ai suoi colleghi europei, lunedì 23 marzo, durante una videoconferenza con i suoi omologhi, l’impossibilità per l’Italia di offrire in questo momento i propri porti agli sbarchi dei migranti. Tali dichiarazioni giungevano in occasione della discussione in seno all’UE della nuova missione volta a fermare l’ingresso di armi in Libia, l’operazione Irini, lanciata mercoledì 1° aprile. A tale riguardo, Di Maio aveva confermato il sostegno del governo italiano nei confronti dell’azione dell’Unione Europea, fermo restando la priorità data al contrasto alla diffusione del coronavirus. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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