Egitto-Qatar: lavoratori egiziani bloccati a Doha

Pubblicato il 7 aprile 2020 alle 10:54 in Egitto Qatar

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Secondo quanto riferito da al-Jazeera, decine di lavoratori egiziani sono bloccati in Qatar, dopo che l’Egitto si è rifiutato di accoglierli a fronte dell’emergenza coronavirus.

In particolare, in Qatar, una fonte ufficiale del Ministero degli Esteri, nel corso di un’inchiesta condotta dal quotidiano arabo relativa alle condizioni dei lavoratori egiziani bloccati nel Paese, ha affermato che le autorità del Cairo si sono rifiutate di ricevere un aereo spagnolo noleggiato da Doha, destinato a riportare tali lavoratori in patria. In particolare, è stato specificato che il velivolo era stato noleggiato il 3 aprile scorso, ma che l’Egitto l’ha bloccato ancor prima del decollo, sostenendo che il traffico aereo internazionale si era fermato a causa delle misure adottate per contrastare la diffusione di coronavirus.

Dal canto loro, i cittadini egiziani espatriati continuano ad esortare Il Cairo attraverso i social network, affinché favorisca il loro ritorno in Egitto, considerato il termine dei propri contratti e alla luce dei voli speciali che hanno già riportato in patria cittadini egiziani provenienti da Arabia Saudita e Kuwait. Secondo quanto riferito dal Comitato nazionale per i diritti umani di Doha, i lavoratori egiziani bloccati in Qatar ammontano a circa 400. Tuttavia, è stato specificato, questi attualmente risiedono gratuitamente nelle proprie residenze, in qualità di ospiti del Qatar. In tale quadro, diversi attivisti hanno lanciato una campagna in cui attaccano il “regime egiziano”, mettendo in luce le difficoltà della situazione attuale a livello umanitario.

Nel frattempo, in Egitto i contagi da Covid-19 continuano ad aumentare. Il primo caso risale al 14 febbraio scorso e, stando ai dati del 7 aprile, il numero dei pazienti positivi ammonta a 1.322, di cui 85 deceduti e 259 guariti. Nel Paese, sono stati creati circa 50 centri per condurre i test del coronavirus e 8 ospedali sono stati destinati all’isolamento e alla cura.  Il 2 aprile, il governo egiziano ha poi stanziato ulteriori 64 milioni di dollari da destinare ai servizi sanitari, da aggiungersi ai 125 miliardi di sterline egiziane già previsti. Tuttavia, negli ultimi anni, gli investimenti nel settore sanitario pubblico egiziano sono stati insufficienti e ciò rappresenta un grande punto di debolezza nel far fronte all’emergenza attuale.

In Qatar il numero dei casi risultati positivi al coronavirus ha raggiunto quota 1.832, con 4 decessi e 131 guariti. A partire dal 18 marzo, sono stati sospesi tutti i voli verso il Paese per un periodo di almeno due settimane. Tutti i negozi, ad eccezione di supermercati e farmacie, sono stati chiusi, comprese le banche situate nei centri commerciali. In tale quadro, l’emiro del Qatar ha stanziato incentivi finanziari al settore privato per un valore di 75 miliardi di riyal, pari a 21 milioni di dollari, mentre la Banca centrale è stata anche incaricata di adottare un meccanismo volto ad incoraggiare le banche a rinviare le rate dei prestiti erogati per enti del settore privato, con un periodo di grazia di 6 mesi.

Circa le relazioni tra Il Cairo e Doha, queste sono caratterizzate da tensioni sin dallo scoppio della cosiddetta “crisi del Golfo”. Questa ha avuto inizio il 5 giugno 2017, data in cui è stato imposto su Doha un embargo diplomatico, economico e logistico, accusandola di sostenere e finanziare gruppi terroristici come Hamas ed Hezbollah e di appoggiare l’Iran, il principale rivale di Riad nella regione. I paesi fautori del blocco sono stati Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Bahrain. Da parte sua, il Qatar ha respinto le accuse, pur rimanendo in una condizione di isolamento che ha comportato la chiusura dei confini aerei, marittimi e terrestri, e l’espulsione dei cittadini qatarioti dai Paesi fautori dell’embargo.

Il 22 giugno 2017, i tre Paesi del Golfo e l’Egitto hanno poi consegnato una lista con 13 richieste da soddisfare per mettere fine all’embargo. Tra queste vi sono la chiusura del quotidiano d’informazione Al-Jazeera e della base militare turca a Doha e la limitazione delle relazioni con l’Iran. Il Qatar ha rigettato la lista definendola “non realistica”, e descrivendo le richieste “non perseguibili”. Come affermato dal ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry, si tratta di richieste legate agli interessi dei propri popoli, volte ad affrontare politiche dannose che incidono negativamente e che devono essere respinte. Pertanto, “non vi saranno cambiamenti fino a quando il Qatar non mostrerà il suo effettivo interesse verso quanto richiesto e smetterà di interferire negli affari interni di altri Paesi”. 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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