Polonia: la disputa sulle elezioni fa dimettere il vicepremier

Pubblicato il 6 aprile 2020 alle 13:18 in Europa Polonia

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Il vicepremier della Polonia, Jaroslaw Gowin, si è dimesso nel giorno del voto al Parlamento sullo svolgimento delle elezioni per mezzi postali. 

È quanto rivelato, lunedì 6 aprile, da The Associated Press, il quale ha altresì specificato che le dimissioni di Gowin non comportano l’uscita del suo partito, Porozumienie, dalla coalizione di governo con Diritto e Giustizia (PiS), promotore della proposta al voto nella giornata di lunedì. 

Le divergenze in seno al governo polacco per quanto riguarda la convocazione delle elezioni presidenziali erano già emerse lo scorso venerdì 3 aprile, quando il Parlamento di Varsavia doveva inizialmente votare la proposta di legge presentata dal PiS in merito allo svolgimento delle elezioni per mezzi postali. 

Tuttavia, il voto era stato rimandato in seguito alle dichiarazioni della portavoce di Porozumienie, Magdalena Sroka, la quale aveva annunciato il parere contrario del suo partito. In aggiunta, il leader di Porozumienie aveva proposto di modificare la Costituzione, così da poter consentire un’estensione del mandato di Duda per altri 2 anni e posticipare al tempo stesso il voto del 10 maggio.  

A tale riguardo, The Associated Press rivela che non è chiaro al momento l’impatto che le dimissioni di Gowin avranno sul voto di lunedì 6 aprile sulla proposta del PiS, in quanto l’ex vicepremier, nonché ministro della Scienza e dell’Istruzione, ha specificato di voler solo personalmente votare a sfavore.  

Sebbene in Europa la maggior parte dei Paesi abbia rinviato le proprie elezioni a causa del coronavirus, in Polonia il voto continua ad essere programmato per il 10 maggio e ciò ha attirato critiche in merito alle garanzie di libertà ed equità. Nello specifico, l’attuale capo di Stato, Andrzej Duda, in testa ai sondaggi, ha dichiarato di ritenere che finchè ci saranno le condizioni per recarsi a un supermercato, varrà lo stesso per andare alle urne. Tuttavia, i cittadini non sono dello stesso parere di Duda. In particolare, secondo un sondaggio condotto da IBRiS, e ripreso da Al Jazeera English, ha rivelato che oltre il 77% dei cittadini polacchi ritiene che sia giusto rimandare le elezioni presidenziali.   

Ciò nonostante, il partito di governo, Diritto e Giustizia, ha proposto al Parlamento una legge che prevede la possibilità di votare per mezzi postali, come già previsto per alcune categorie di elettori. In Polonia, però, le modifiche alla legge elettorale devono essere apportate entro 6 mesi dalla convocazione alle urne. Per tale ragione, l’opposizione ha dichiarato di essere contraria alla proposta del partito di governo, minacciando di annullare i risultati della competizione.    

In aggiunta, ad aver attirato critiche in merito alla tutela delle garanzie di libertà delle elezioni è stata anche la diversità della campagna elettorale, dato che i candidati non hanno potuto viaggiare nel Paese come di consueto. Al contrario, la campagna elettorale quest’anno si è svolta online, principalmente sui media e sui social, ma ad averne beneficiato particolarmente sembra essere l’attuale presidente, il cui atteggiamento in prima linea per combattere l’emergenza è stato giudicato un atto di propaganda.   

La rielezione di Duda, secondo quanto segnalato da Reuterssi rivela cruciale per le speranze del governo di portare avanti la propria agenda politica fortemente conservatrice, dato che il capo di Stato ha il potere di veto sulle leggi. Data quindi la vicinanza tra Duda e Diritto e Giustizia, alcuni esperti hanno evidenziato la possibilità che il partito di governo eserciti pressione affinché le elezioni si tengano in ogni caso il 10 maggio, sfruttando la forza e l’attuale popolarità di Duda, a rischio dopo la fine dell’emergenza. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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